Proseguono le ricerche del volo della Malaysia Airlines, partito da Kuala Lumpur venerdì sera e diretto a Pechino, scomparso dai radar 45 minuti dopo il decollo. [url”L’aereo MH370″]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=55450&typeb=0&L-aereo-malese-si-e-disintegrato-in-volo[/url] sparito con 239 persone a bordo potrebbe essere rimasto in volo per altre quattro ore dal momento in cui è scomparso dai radar. Lo riferisce il [url”Wall Street Journal”]http://online.wsj.com/news/articles/SB10001424052702304914904579434653903086282?mod=WSJEurope_hpp_LEFTTopStories&mg=reno64-wsj&url=http%3A%2F%2Fonline.wsj.com%2Farticle%2FSB10001424052702304914904579434653903086282.html%3Fmod%3DWSJEurope_hpp_LEFTTopStories[/url], citando investigatori americani che hanno avuto accesso ai dati della telemetria inviati dai motori Rolls Royce del velivolo.
Se il fatto fosse confermato, significherebbe che il Boeing 777-200 potrebbe aver volato per altri 3.600 chilometri dal punto in cui la task force multinazionale sta cercando i resti dell’aereo, al momento sia nel Golfo di Thailandia sia nello Stretto di Malacca.
Considerando la probabile virata verso ovest rilevata dai radar militari malaysiani, i chilometri supplementari potrebbero aver portato l’aereo nel mezzo dell’Oceano Indiano, rendendo ancora più arduo il suo recupero.
Dal momento della scomparsa, presunti avvistamenti di rottami e macchie d’oro in mare si sono susseguiti uno dopo l’altro, ma dalla Cina è arrivato ieri un nuovo falso allarme che conferma che nessun resto del volo è stato ritrovato nell’area del Mar cinese meridionale dove un satellite aveva indicato la presenza di tre grandi oggetti galleggianti. Lo ha dichiarato Datuk Azharuddin Abdul Haman, capo dell’aviazione civile di Kuala Lumpur, dopo che la Malaysia questa mattina aveva inviato un aereo nella zona.
