Un’ondata di caldo e i forti venti minacciano di aggravare gli incendi che stanno bruciando l’Australia sud-orientale. Da giorni i pompieri lavorano senza sosta nello Stato del Nuovo Galles del Sud dove la scorsa settimana sono andate distrutte oltre 200 case e ridotti in cenere 37mila ettari di terreno.
Nelle ultime ore le squadre hanno lavorato per ore nel cercare di creare una barriera di contenimento che eviti che i fuochi ancora attivi a Springwood, Mount Victoria e Lithgow, nella zona delle Blue Mountains, si uniscano in un fronte comune.
Mentre decine di incendi sono stati infatti domati, 58 sono ancora accesi e 14 sono fuori controllo: il risultato è che Sydney è avvolta in una spessa coltre bianca che ha spinto le autorità a emanare un’allerta perché la gente rimanga nelle case.
La preoccupazioni dei meteorologi è che il termometro fermo a oltre 30 gradi e i venti che soffiano a cento chilometri orari, possano ravvivare le fiamme e far unire i tre focoloai accesi sulle Blue Mountains, arrivando così minacciare la zona di Hawkesbury, a nord-ovest di Sydney.
