Anni ruggenti: Alfano da commedia all'italiana

Il pateracchio del caso Ablyazov ricorda molto il famoso film di Luigi Zampa con i gerarchi fascisti che si rimpallavano le responsabilità di un errore.

Anni ruggenti: Alfano da commedia all'italiana
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17 Luglio 2013 - 18.18


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di Miriam Vicinanza

Chi non lo ha ancora visto – penso ai più giovani – trovi il modo per godersi “Gli anni ruggenti”, straordinario film di Luigi Zampa (che aveva tra gli sceneggiatori un certo Ettore Scola…).

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Interpretato da Nino Manfredi e da altri attori immensi come Gino Cervi, Gastone Moschin e Salvo Randone, il film narra la storia di Omero Battifiori, un assicuratore romano che scende in Puglia, scambiato per un gerarca fascista in missione segreta. E quindi, in una divertentissima commedia degli equivoci, i gerarchi locali cercando di darsi da fare per nascondere le malefatte e le ruberie e, nello stesso tempo, per inscenare una falsa efficienza.
Solo alla fine si capirà l’equivoco, con tanto di conciliabolo di podestà, federale e capetti infuriati: “Io l’avevo detto che non poteva essere un gerarca… Sì, ma chi ci ha indotti all’errore?”. La colpa ricadrà sull’incolpevole usciere/fac-totum, comodo capro espiatorio dei gerarchi che, in realtà, si erano ingannati da soli.

Passiamo dalla finzione alla realtà, cambiamo i protagonisti. E vediamo che il pateracchio Ablyazov è egualmente un racconto da commedia all’italiana.
Le dichiarazioni, la relazione del capo della polizia, le precisazioni sembrano una sceneggiatura. Procaccini che dice che Alfano sapeva ma poi non sapeva. Che si dimette imprecando all’ingiustizia ma dopo si riconosce nella ricostruzione del ministro. La storia di Mukhtar Ablyazov, pericoloso latitante, ma che né Farnesina, né Viminale, né Interpol sapevano che fosse un dissidente (e chi lo doveva sapere, il mago Otelma?); il rimpatrio sul jet privato regolare ma forse non regolare. Le procedure tutte a norma, salvo poi rendersi conto del pasticcio.

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Chi ci capisce è bravo. O forse il segreto è che nel labirinto formalistico/burocratico si debba nascondere un pateracchio tutto politico, fatto di interessi nemmeno troppo occulti. Il ddl, il comma, il decreto, la legge numero, il regolamento numero, il testo unico. Pura commedia all’italiana. Con un Alfano degno del miglior Gastone Moschin. Anni ruggenti. Da sequel.

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