Obama pronto ad attaccare Assad

Le prossime mosse al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Necessario per Washington evitare un allargamento del conflitto e ridare lustro al presidente.

Obama pronto ad attaccare Assad
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

4 Ottobre 2012 - 09.10


ATF AMP

Il presidente degli Sati uniti Barack Obama sarebbe intenzionato ad ataccare nei prossimi giorni la Siria, dove lo scontro tra i “ribelli” e le truppe governative è sempre più incontrollabile tanto da aver causato – ieri – un conflitto al confine con la Turchia. Secondo il presidente statunitense che finora ha sempre messo sul tavolo un pressing senza armi per convincere il presidente Assad ad andarsene, sarebbe giunto il momento di intervenire in modo più energico. L’amministrazione Obama lancia un monito preciso a
Damasco, forse mai cosi’ forte e chiaro come oggi. Non si limita
come la Nato a intimare uno stop delle aggressioni da parte
della Siria alla vicina Turchia, ma promette fermezza verso
chiunque attenti alla sicurezza dei propri alleati.

Top Right AMP

Quel colpo di mortaio che ha ucciso cinque persone in un villaggio turco al confine con la siria, causando la risposta armata della Turchia, per il presidente americano rappresenta metaforicamente la scintilla che potrebbe incendiare l’aera. Una cosa da evitare con ogni mezzo, pensano a Washington.

Ovviamente giocano in questo senso anche i “venti di guerra ” interni, cioè le elezioni alle porte e il profilo di Obama molto appannato sia sul fronte interno che su quello esterno. I suoi consiglieri sono sicuri che sia necessario cambiare marcia, e far vedere che la leadership di Obama è in grado di farsi sentire nel mondo.

Dynamic 1 AMP

Il presidente americano, dunque, prepara il terreno alla
riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che dovrebbe
svolgersi nelle prossime ore e che – in seguito alla lettera che
sara’ inviata dal governo di Ankara – potrebbe prendere in
considerazione ”possibili mosse”, come hanno riferito fonti
Onu. Gli Usa appaiono dunque piu’ che mai determinati a dare un
colpo d’acceleratore sulla crisi siriana e a superare le
resistenze finora mostrate da Russia e Cina. Si cerca la
spallata finale ad Assad.

Intanto il segretario di Stato americano, Hillary Clinton ha
commentato con indignazione quanto accaduto ai confini tra
Turchia e Siria e si tiene in stretto contatto col ministro
degli esteri turco Ahmet Davutoglu, non nascondendo che ci si
trovi di fronte a una situazione ”molto pericolosa”.
L’amministrazione Obama ha lanciato quindi un appello a tutti i
partner dell’Alleanza Atlantica e agli alleati della regione
mediorientale perché aumentino il pressing su Damasco per
favorire l’uscita di scena del regime di Assad, per arrivare a
un immediato cessate il fuoco e per avviare al piu’ presto
possibile una transizione politica verso la democrazia.
”Siamo accanto ai nostri alleati turchi”, ha affermato,
mentre il Pentagono, parlando del regime siriano ha parlato di
”comportamento depravato”: quel comportamento – si insiste –
che oramai rende inevitabile un passo indietro di Assad.

FloorAD AMP
Exit mobile version