Era in compagnia di una ragazza israeliana, una collega di lavoro, quando sette giovani ebrei si sono avvicinati ai due prendendo a calci e pugni Ibrahim Abu Ta’a, 28 anni, palestinese originario di Gerusalemme. Un vero e proprio pestaggio, che ha portato il ragazzo in ospedale. Ancora un’aggressione a sfondo razziale, che mina in profondità la convivenza tra arabi e israeliniani nella Città Santa.
Secondo quanto hanno riferito alla polizia i cinque giovanissimi aggressori arrestati – non sono ancora stati identificati gli altri due – avrebbero agito temendo che il ragarro palestinese volesse abusare di una ragazza israeliana.
Ma Abu Ta’a, dipendente di un albergo della città, stava accompagnando a casa una collega dopo il lavoro, residente nel quartiere Katamon, a Gerusalemme Ovest.
Già un mese fa si era verificato un altra aggressione simile, ai danni di un giovane palestinese, che ra stato quasi linciato da un gruppo di ebrei israeliani, in una delle piazze centrali di Gerusalemme Ovest. Per quell’episodio la polizia aveva arrestato nove giovani, di cui otto minorenni, tutti accusati di incitamento al razzismo e alla violenza, oltre che aggressione per motivi razziali.
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