La Siria è in “guerra civile”. Ad ammetterlo Herve Ladsous il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le operazioni di pace. Il governo siriano, continua Ladsous, ha perso parti del territorio, e la violenza che si registra in questi mesi sta a significare che il regime di Bashar al Assad avverte il pericolo di un rovesciamento. Gli osservatori dell’Onu hanno anche riferito di essere stati presi di mira da alcuni colpi d’arma da fuoco, mentre provavano a raggiungere la città di Haffe. Proprio in quel territorio, infatti, le Nazioni Unite temono un prossimo massacro di civili, a causa dei bombardamenti delle truppe governative.
Oggi altri 36 morti e il bilancio delle vittime continua a salire. A riferirlo è l’ossservatorio siriano sui diritti umani. Sono almeno 13 i civili uccisi, tra cui donne e bambini, colpiti da un proiettile di mortaio lanciato sul quartiere di Al Jbeiblé nella provincia di Deir Ezzor, nell’est del Paese. Ad essere bombardata dall’esercito di Assad anche la città di Hreitane, nella provincia di Aleppo. La situazione sta inesorabilmente precipitando. Il nostro ministro degli esteri Giulio Terzi annuncia: “Agire per rapida soluzione della crisi”, dopo una conversazione telefonica con il nuovo Presidente del Consiglio Nazionale Siriano, Abdel Basset Sieda.
Il titolare della Farnesina fa sapere all’opposizione siriana che l’Italia è molto preoccupata per l’aggravarsi della situazione e che il nostro Paese è pronto ad inviare i suoi aiuti in Siria e in Giordania, per la cura dei feriti, con l’apertura di un ospedale da campo in Giordania. Maurizio Massari, inviato speciale del ministro per il Mediterraneo e Medio Oriente è pronto a partecipare alla riunione delle opposizioni, prevista ad Istambul nei prossimi giorni. Adesso bisognerà capire se l’Onu sarà in grado di predisporre una nuova risoluzione per la Siria, nella speranza di fermare la crescente violenza nell’area.
