In questo momento cruciale della storia della Siria, nel quale l’alba di un nuovo inizio spunta dai lombi della sofferenza e del dolore, dall’eroismo degli uomini e delle donne di Siria, dei giovani e dei bambini come degli anziani, noi Fratelli Musulmani di Siria, muovendo dai principi della nostra fede islamica, basata sulla libertà, la tolleranza e l’apertura al prossimo, abbiamo deciso di presentare questa nostra Carta fondamentale. Per noi, Fratelli Musulmani, il futuro della Siria dovrà essere quello di:
1- Un moderno Stato civile, basato su una costituzione che promani dalla volontà del popolo, varata da un’assemblea nazionale liberamente eletta. Questa Costituzione dovrà proteggere i diritti fondamentali degli individui e delle comunità da ogni possible abuso e assicurare a ciascuna realtà della nostra società un’equa rappresentanza.
2- Una moderna democrazia deliberativa e pluralista, in linea con le conclusioni raggiunte dal moderno pensiero, una repubblica parlamentare basata su libere elezioni.
3 – Uno Stato di cittadini uguali nei loro diritti di individui e di appartenenti a diverse realtà etniche e religiose, uno Stato basato quindi sui diritti e i doveri di cittadinanza, nel quale ogni cittadino ha diritto a candidarsi agli uffici più alti e importanti, sulla base delle rispettive competenze e della libera volontà del popolo. Uomini e donne infatti hanno la stessa dignità, la stessa eleggibilità, e quindi le donne dovranno godere di pieni diritti.
4 – Uno Stato che rispetta i diritti umani, così come li definiscono e riconoscono le grandi religioni e le convenzioni internazionali; diritti di dignità, uguaglianza, libertà di pensiero e di espressione, libertà di fede e di culto, libertà di informazione, di impegno politico, diritto a pari opportunità, alla giustizia sociale, a una vita decorosa. Uno Stato che respinge ogni discriminazione e proibisce ogni tortura.
5 – Uno stato basato sul dialogo e la partecipazione, non sull’esclusività né sull’esclusione o la trascendenza. Uno Stato che rispetta tutte le sue componenti etniche, religiose, comunitarie, in tutte le dimensioni culturali, sociali, e nel diritto di esprimersi, considerando la diversità una ricchezza, una estensione della lunga storia di coesistenza presente nell’umanesimo coranico.
6 – Uno stato che si auto-determina sulla base della volontà popolare, senza tutele dispotiche da parte di un governante, di un partito, o di un gruppo autoritario.
7 – Uno stato che rispetta le istituzioni, fondandosi sulla separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e nel quale gli eletti e i dirigenti pubblici siano al servizio del pubblico. Uno Stato quindi che definisca i poteri dei suoi rappresentanti e dirigenti e che li ritenga responsabili davanti alla legge del rispetto dei limiti di potere che gli sono stati imposti. Uno Stato in cui l’esercito e i servizi di sicurezza debbano proteggere le istituzioni e non i governanti, e che quindi non interferiscano nella competizione politica.
8) Una Stato che rinuncia al terrorismo e alla violenza, che rispetti i trattati e le convenzioni internazionali, per essere un fattore di sicurezza e stabilità regionale e internazionale, stabilendo migliori relazioni con i paesi fratelli, a cominciare dal Libano, dove la gente ha sofferto per la corruzione e la tirannia, e dai palestinesi, che vanno sostenuti nella rivendicazione dei loro diritti.
9) Uno Stato di diritto, che non ceda alla logica della vendetta. Anche chi ha insanguinato il nostro Paese uccidendo i suoi fratelli deve avere diritto a un giusto processo davanti a una magistratura libera e indipendente.
10) Uno Stato fondato sulla cooperazione tra le grandi famiglie siriane, che volti le spalle alla storia di corruzione, intimidazione, dispotismo.
Questa è la nostra visione e queste sono le nostre aspirazioni.
