La centrale giapponese colpita dallo tsunami non è per nulla sotto controllo. La radioattività nel mare è cresciuta enormemente.
E’ salito di circa 600 volte il livello di sostanze radioattive rilevate in mare al largo della centrale nucleare giapponese di Fukushima: lo ha indicato la società che gestisce l’impianto, la Tepco.
Secondo l’azienda i campioni prelevati venerdì scorso dal fondo marino a 15 chilometri a largo della centrale colpita dal terremoto e dal successivo tsunami dell’11 marzo contengono 1.400 becquerel di cesio 137 per chilo, una quantità superiore di 600 volte a quella di 2,3 becquerel finora rilevata nei campionamenti effettuati a circa 3 km a largo della costa nord-orientale del Giappone.
Quanto al cesio 134, la presenza rilevata è di 1.300 becquerel, e 190 becquerel di iodio 131, ha fatto sapare Tepco, che però non ha spiegato se si tratti di livelli pericolosi.
