Quaresima lente sul presente: Leone XIV invita a digiunare dalle parole per ricostruire la convivenza civile in crisi

La Quaresima è iniziata mercoledì scorso. Per molti è un appuntamento religioso, che tra l’altro quest’anno ha coinciso con l’inizio del Ramadan islamico

Quaresima lente sul presente: Leone XIV invita a digiunare dalle parole per ricostruire la convivenza civile  in crisi
Papa Leone XIV
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Antonio Spadaro Modifica articolo

22 Febbraio 2026 - 17.12


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La Quaresima è iniziata mercoledì scorso. Per molti è un appuntamento religioso, che tra l’altro quest’anno ha coinciso con l’inizio del Ramadan islamico. Per Leone XIV la Quaresima è una lente sul presente. Nei suoi primi interventi ha allargato lo sguardo oltre le chiese: verso un mondo ferito, attraversato da guerre, disuguaglianze, fratture sociali. E ha chiesto una cosa semplice e radicale: ascoltare. Aprire le orecchie al grido che sale dai poveri, dagli esclusi, da chi non ha voce. Un grido che interpella le coscienze, sì, ma anche i governi e i mercati.

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Poi la proposta più sorprendente: digiunare. Ma Leone lo ha chiesto non solamente dal cibo, ma dalle parole che feriscono. In un tempo in cui il linguaggio è diventato un’arma, l’invito suona quasi sovversivo. Sui social, nel dibattito politico, nelle conversazioni quotidiane il tono è spesso aggressivo, definitivo, tagliente. Si reagisce prima di capire, si condanna prima di ascoltare. Il Papa suggerisce di rinunciare alla maldicenza, alle frasi velenose, alla calunnia. È una proposta che ha un peso civile evidente. Le parole non si limitano a raccontare la realtà: la modellano. Se il linguaggio si fa violento, anche lo spazio pubblico si irrigidisce. Disarmarlo significa restituire ossigeno alla convivenza.


Infine, le ceneri. Nel rito che apre la Quaresima, Leone XIV ha parlato di “un mondo che brucia”. Le ceneri non sono soltanto un simbolo spirituale. Sono l’immagine concreta delle macerie del nostro tempo: città distrutte, ecosistemi compromessi, diritto internazionale ridotto in polvere, pensiero critico indebolito, il senso del sacro smarrito . Le ceneri parlano di fragilità collettiva, di responsabilità mancate.

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Eppure, non sono l’ultima parola. Riconoscere la distruzione è il primo passo per ricostruire. Ascoltare. Disarmare il linguaggio. Guardare in faccia le ceneri senza cedere al cinismo. È questa la proposta che riguarda il modo in cui scegliamo di abitare questo tempo così complesso.

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