È il Nicchio a conquistare il Palio dell’Assunta, al termine di una Carriera tra le più nervose e travagliate degli ultimi anni. A regalare la vittoria alla Contrada è ancora una volta Giovanni Atzeni detto Tittia, autentica leggenda del Palio, che su Anda e Bola centra il tredicesimo successo della sua straordinaria carriera.
Una vittoria che vale doppio per Atzeni: dopo il successo nel Palio di Provenzano, arriva infatti anche quello di agosto, per il quarto cappotto personale. Un’impresa che conferma il fantino sardo ai vertici assoluti della storia recente del Palio.
Ma prima della corsa c’è stata un’attesa interminabile. La mossa si è trasformata in una battaglia ai canapi durata circa un’ora, tra continui tentativi, uscite, abbassamenti precauzionali del canape e una tensione sempre più palpabile in Piazza del Campo.
L’ordine al canape aveva visto Lupa, Chiocciola, Giraffa, Selva, Torre, Istrice, Onda, Nicchio e Oca, con l’Aquila di rincorsa. A difendere i colori della Selva c’era Sebastiano Murtas detto Grandine su Canarinu; la Chiocciola schierava Jonatan Bartoletti detto Scompiglio su Arestetulesu. Per l’Oca correva Michel Putzu detto Spago su Diamante Sauro, mentre il Nicchio affidava il proprio destino a Tittia su Anda e Bola.
Lupa con Dino Pes detto Velluto su Diodoro, Istrice con Federico Guglielmi detto Tamurè su Ares Elce, Torre con Giuseppe Zedde detto Gingillo su Donrodrigo e Aquila con Carlo Sanna detto Brigante su Benitos completavano il quadro insieme a Onda, con Andrea Sanna detto Virgola su Viso D’Angelo, e Giraffa, con Elias Mannucci detto Turbine su Euskaldi.
La tensione è salita rapidamente. I cavalli sono stati fatti uscire più volte, mentre il mossiere Renato Bircolotti faticava a trovare una sistemazione valida. Il canape è stato abbassato anche in via precauzionale per consentire ai barbareschi di intervenire sui cavalli, ormai provati dal caldo e dall’attesa.
Poi la caduta del fantino dell’Oca, Michel Putzu detto Spago, protagonista dell’agitazione ai canapi. Nessuna conseguenza per fantino e cavallo, ma la situazione è diventata ancora più complicata con un probabile calcio che ha colpito il cavallo della Torre e che per fortuna è stato prontamente risolto. Un’altra mossa non valida ha quindi fatto crescere ulteriormente la pressione, mentre sulla Piazza cominciava a calare l’oscurità.
Alla fine, però, il Palio è partito.
E Anda e Bola ha dimostrato di essere il cavallo re di questa Carriera. Il Nicchio ha preso il sopravvento e Tittia ha condotto la Contrada alla vittoria, aggiungendo un altro capitolo alla propria leggenda.
Per il Nicchio è festa grande. Per la Chiocciola, invece, arriva un record decisamente meno piacevole: con il successo dei nicchiaioli, la Contrada passa infatti la cuffia e diventa quella che aspetta da più tempo di tornare a vincere il Palio.
Il trionfo, tuttavia, è stato accompagnato da attimi di grande paura. Subito dopo l’arrivo, Tittia, con il nerbo sollevato per festeggiare, si è trovato nel caos del finale e si è scontrato con una persona presente sul tufo, cadendo rovinosamente. Un’immagine che ha gelato la festa del Nicchio. Da quanto si apprende Atzeni è cosciente e le sue condizioni non desterebbero preoccupazione, pertanto rimane in osservazione.
Resta, comunque, una Carriera destinata a entrare nella storia: il tredicesimo Palio di Tittia, il quarto cappotto, la vittoria del Nicchio e un’ora di tensione ai canapi prima di una corsa che ha avuto in Anda e Bola il suo grande protagonista.
