Rapporto tra giovani e digitale: il 'Moige' evidenzia dati preoccupanti

Soltanto il 5% degli 11-18enni chiede aiuto in casi di bullismo online. Un nuovo numero di messaggistica per le segnalazioni. Domani si celebra il Safer Internet Day.

Rapporto tra giovani e digitale: il 'Moige' evidenzia dati preoccupanti
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9 Febbraio 2026 - 21.10 Culture


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L’ultima indagine del Movimento Italiano Genitori in collaborazione con l’Istituto Piepoli, condotta a metà 2025 su 1.546 studenti e studentesse di scuole medie e superiori di età tra gli 11 e i 18 anni, ha evidenziato vari dati che richiamano l’attenzione sulla necessità di educare e responsabilizzare i giovani sull’uso sicuro e consapevole del digitale e dell’intelligenza artificiale.

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Lo smartphone domina come principale strumento di connessione (93%), seguito a grande distanza da laptop e tablet, e più della metà di ragazze e ragazzi trascorre più di 3 ore al giorno online, mentre il 14% supera addirittura le 5 ore. L’87% utilizza abitualmente WhatsApp, tra i social seguono TikTok (58%), Instagram (57%) e YouTube (55%). Una minoranza del 17% di giovani produce contenuti attivi, mentre la maggioranza resta fruitrice. Il 91% dichiara di avere più amiche e amici nel mondo reale che online, ma la gestione della propria identità digitale e l’esposizione dei contenuti sono considerate criticità da monitorare.

Il dato più allarmante è che una percentuale molto alta di ragazze e ragazzi, addirittura il 23%, è entrata in contatto con episodi di cyberbullismo, il 7% come vittima diretta di esclusioni da gruppi, pettegolezzi, insulti e hate speech e il 16% come testimone; complessivamente, dunque, quasi un quarto di giovani è stato coinvolto, direttamente o indirettamente, in episodi di violenza online. Ma ancora più drammatico e preoccupante è che solo il 12% interviene a difesa della vittima, appena il 5% segnala l’accaduto a un adulto, mentre il 7% non fa nulla, anche se la conoscenza delle conseguenze legali è dichiarata dal 73%.

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Riguardo le relazioni online, il 30% accetta richieste di amicizia da persone mai conosciute e il 23% ha incontrato di persona qualcuno conosciuto solo online, con un picco del 31% tra i 15-17enni. La condivisione di dati sensibili resta limitata (solo il 5% fornisce regolarmente informazioni private) e sexting, revenge porn e diffusione di contenuti personali sono marginali, ma il rischio legato alla scarsa consapevolezza e all’interazione con sconosciuti richiede interventi mirati.

Come atto concreto di supporto, il Moige ha creato un nuovo numero di messaggistica, il 333 1122112, insieme al numero verde 800 93 70 70, per garantire supporto alle segnalazioni e alle richieste di aiuto di genitori, minori e docenti.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, a scuola solo il 21% di studentesse e studenti riceve informazioni approfondite sui rischi dell’IA, ma il 51% la utilizza regolarmente, con un picco del 71% alle superiori, e il 29% la usa per fare compiti, percentuale che sale al 54% tra i 15-17enni. Questo divario formativo espone ragazze e ragazzi a un uso superficiale e potenzialmente rischioso dell’IA, e rende urgente l’introduzione di percorsi educativi mirati.

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