L'ora breve, l'ultimo libro di fantascienza di Cristina Bellon

Sulla Terra incombe una terribile minaccia, anzi due. La prima proviene dal cosmo, la seconda da una cospirazione volta a sovvertire il mondo.

L'ora breve, l'ultimo libro di fantascienza di Cristina Bellon
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7 Ottobre 2014 - 12.15


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di Francesco Rea

Non è di immediata definizione l’Ora breve di Cristina Bellon. Potremmo, senza timore di essere imprecisi, definirlo un romanzo di fantascienza, ma anche un thriller, un romanzo di spionaggio, come anche apocalittico e post apocalittico.

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In effetti gli ingredienti ci sono tutti: la cospirazione per sovvertire il mondo e cederlo ad una nuova razza. L’incombente cataclisma cosmico che trasforma la popolazione terrestre in una rassegnata vittima sacrificale. Il pugno di eroi che tenta ciò che non era tentabile, grazie a quei salti teorici e tecnologici resi possibili solo dalla gravità del momento, che per fortuna riesce nel suo intento.

Il tutto si snoda come due romanzi paralleli che hanno il punto comune all’avvio e alla fine, due storie distinte. Quella della cospirazione mondiale , con spie, intrighi, azione e suspense. E quella del salvataggio della Terra attraverso l’indomita quanto apparentemente impossibile, missione spaziale.

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E della trama del romanzo non diremo più, anzi abbiamo già detto troppo. Diremo però dell’assunto iniziale, il cataclisma imminente. Si potrebbe dire che anche altri romanzi e film hanno come premessa un accadimento plausibile scientificamente, vedi asteroidi incombenti, scioglimento dei ghiacci del polo e relativa immersione di gran parte delle terre emerse e così via. In questo caso però l’autrice si è spinta un po’ avanti e ci pone di fronte ad un oggetto poco conosciuto, poco conosciuto ancora dagli scienziati figuriamoci dal grande pubblico.

Un oggetto così “potente” da poter cancellare la vita sul nostro pianeta. Ovviamente se per certune circostanze si trovasse abbastanza vicino al nostro sistema solare (il che rafforza la convinzione del gran numero di coincidenze che ha reso la Terra da abitabile ad abitata), la magnetar. E qui bisogna riconoscere all’autrice l’inserimento di un elemento così particolare da avere il pregio di spingere il lettore a chiedersi di cosa si tratti, di divulgare oltre che di divertire.

Ovviamente il romanzo è godibile anche in assenza di tale approfondimento ma la plausibilità della premessa, come dice in prefazione Giovanni Fabrizio Bignami, è un pregio da sottolineare. Tutto il resto, o quasi, può essere fantasia e fantascienza, perché di romanzo si tratta.

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