Non c’è che dire: una grande scoperta che risulterà particolarmente utile a tutti coloro che soffrono di cuore.
Il farmaco si chiama LCZ696 e, somministrato ad alcuni pazienti, ha dimostrato un miglioramento dello stato di salute del soggetto: “Dimostrando una riduzione significativa della mortalità e un miglioramento della qualità di vita, LCZ696 – il nuovo farmaco per lo scompenso cardiaco di Novartis – rappresenta uno dei più importanti passi avanti in cardiologia degli ultimi dieci anni – ha dichiarato David Epstein, Division Head Novartis Pharmaceuticals – Vogliamo ringraziare i più autorevoli cardiologi di tutto il mondo per la loro collaborazione e la loro determinazione nel contribuire allo sviluppo di questa nuova importante terapia salva-vita per i pazienti con scompenso cardiaco”.
In Italia lo studio è stato coordinato da Michele Senni, Direttore della Cardiologia I, Scompenso e Trapianti di Cuore, ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo: ha coinvolto oltre 40 centri e si è servito di oltre 200 pazienti: “Il nostro ospedale ha preso parte allo Studio Paradigm-HF e i risultati sono incoraggianti – commenta Senni – I dati presentati al congresso ESC dimostrano che LCZ696, rispetto all’ACE inibitore, il capostipite dei farmaci utilizzati fino ad oggi, è potenzialmente superiore in termini di sopravvivenza e di riduzione delle ri-ospedalizzazioni nei pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico e con funzione ventricolare sinistra ridotta, cioè con un cuore che non riesce a pompare sangue a sufficienza nell’organismo.
Questi dati aprono la strada a un potenziale cambiamento radicale nel trattamento dello scompenso cardiaco cronico, perché per la prima volta una nuova molecola ha mostrato risultati superiori all’attuale standard terapeutico. LCZ696 potrebbe quindi sostituire una delle molecole che attualmente rappresentano il cardine del trattamento, con una conseguente rivoluzione nella terapia dell’insufficienza cardiaca cronica”.
