Alcuni scienziati neozelandesi hanno scoperto il meccanismo molecolare che fa scattare entrambe le forme di diabete. Sia nel tipo 1 che nel tipo 2, minuscoli granuli dell’ormone amilina distruggono le cellule beta del pancreas che produce l’insulina. Da tempo si sospettava che il meccanismo fosse lo stesso, ma ora è stato scientificamente dimostrato grazie al team della Scuola di Scienze Biologiche dell’Università di Auckland, diretto da Garth Cooper, responsabile dello studio, secondo cui la scoperta consentirà di formulare nuove classi di farmaci contro il diabete.
“L’obiettivo è di trattare i pazienti di entrambe le forme della malattia arrestando la morte delle cellule che producono insulina, e potenzialmente stimolando la produzione di tali cellule”, ha scritto Cooper sul Journal of the Federation of American Societies for Experimental Biology. “Dei farmaci potenziali potrebbero essere sottoposti a sperimentazioni cliniche entro due anni”, ha aggiunto.
Nei pazienti di diabete i livelli di zucchero nel sangue aumentano, e questo causa problemi a organi come il cuore, i reni, gli occhi e i nervi. Chi soffre di diabete tipo 1 a insorgenza giovanile, la forma più aggressiva della malattia, che può anche causare la morte, ha bisogno di insulina per sopravvivere. Il tipo 2, la forma più comune, è considerato da sempre la malattia del “benessere”, un problema crescente di salute globale, con un numero di pazienti che secondo le proiezioni raggiugerà i 592 milioni entro il 2035.
