È Roberto Battiston il nuovo presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Battiston, chiamato a guidare l’Asi dal Ministro Stefania Giannini, è ordinario di fisica sperimentale all’Università di Trento, presidente della Commissione II dell’Infn per la Fisica Astroparticellare, e membro del Tifpa (Trento Institute for Fundamental Phisycs and Application), il nuovo Centro Nazionale dell’Infn. Succede a Aldo Sandullo, commissario dopo lo scandalo che ha travolto l’ex presidente Enrico Saggese.
La nomina, secondo il ministro, dimostra che “facciamo le cose al tempo giusto, con la concretezza e la rapidità necessaria, ma anche con l’attenzione all’eccellenza. Battiston è stato tra l’altro un eccellente fisico all’Università di Perugia. Penso che questo sia un punto di partenza e di rilancio di un settore, quello aerospaziale, che ha un valore strategico incalcolabile”.
“È con grande soddisfazione che apprendo la notizia della nomina del prof. Roberto Battiston a Presidente dell’Asi”, ha commentato Fernando Ferroni, presidente dell’Infn.
“C’è anche una componente personale in questo, avendo io lavorato per molti anni con lui nello stesso esperimento al Cern. Per l’Infn Roberto Battiston è stata la persona chiave nella costruzione delle nostre attività di fisica nello spazio. Le competenze tecnologiche acquisite dall’Ente nei progetti che Battiston ha promosso come capogruppo o da Presidente della Commissione di Fisica delle Astroparticelle ci hanno permesso di diventare partner privilegiati su satelliti scientifici americani, russi e cinesi. Sono sicuro che sarà un ottimo Presidente e colgo l’occasione per un grande in bocca al lupo”, conclude Ferroni.
La nomina arriva a tre giorni dalla scadenza del periodo di gestione commissariale affidata al professor Sandullo, nominato dopo lo scandalo che ha travolto Saggese, 64 anni. Il ‘Faraone’ – così era soprannominato – è agli arresti domiciliari, accusato di corruzione e concussione.
Le indagini hanno fatto emergere un vorticoso giro di appalti truccati affidati sempre alle stesse aziende, che organizzavano ricche fiere nel mondo (per un congresso a Napoli sono stati spesi 4 milioni di euro) affidando sub-contratti alla Get-It di Torino, società gestita da Vittorio Sette ed Elena Oteri, scelti solo perché genitori di due protetti del grande capo: i fratelli Francesca e Mario Giacomo Sette, diventati addetti stampa, lui soprannominato “Curriculum Zero” visti i titoli che poteva vantare (era un bravo ballerino).
