Marte: Curiosity arriva a Kimberly

Il rover della Nasa è arrivato in una nuova zona, originariamente designata coma KMS-9, scelta dal team per una nuova trivellazione con cui raccogliere nuovi campioni.

Marte: Curiosity arriva a Kimberly
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25 Marzo 2014 - 19.24


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di Eleonora Ferroni

Curiosity, il rover della Nasa su Marte dal 6 agosto 2012, è appena arrivato a Kimberly (KMS-9), una regione piena di affioramenti rocciosi collinari e luogo adatto per la terza perforazione della missione, dopo i siti John Klein e Cumberland. Dal giugno del 2013, da quando è cominciato il viaggio sulla superficie Marte, il gioiellino a sei ruote della Nasa ha attraversato una serie di dune e regioni polverose passando, sei settimane fa, anche per il Dingo Gap e dirigendosi verso il Monte Sharp, le cui rocce potrebbero raccontare un pezzo importante della storia geologica, climatica e atmosferica di Marte. Ad oggi, Curiosity ha percorso 6,2 chilometri scattando più di 132 mila immagini e dovrà guidare ancora per almeno 4 chilometri per raggiungere la meta, forse a metà 2014.

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Dal sol (giorno marziano) 559 al sol 569, Curiosity ha adottato una nuova tabella di marcia guidando ogni giorno, anche se il 9 marzo la sonda della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) è andata in safe-mode facendo perdere un giorno (sol 567, 11 marzo) di viaggio al rover. Kimberly è una regione particolarmente affascinante per i ricercatori perché formata da 3 piccoli tumuli, uno a sinistra e due all’estrema destra. Gli esperti alla guida del rover hanno notato una diversa risposta cromatica dei panorami ripresi con la MastCam in questa zona: sembra che ci sia una patina che ricopre il fondo e che non è presente sui promontori. Potrebbe trattarsi di una diversa concentrazione di sali minerali.

Nella zona Kimberly “abbiamo osservato tre tipi di terreno e una superficie relativamente priva di polvere,” ha detto Katie Stack del California Institute of Technology, di Pasadena. ”Dalle immagini orbitali – ha aggiunto Ashwin Vasavada of del Jet Propulsion Laboratory della NASA – non avevamo capito di che rocce si trattasse, ma adesso ci stiamo avvicinando sempre più alla soluzione del mistero”. “Le texture contrastanti e le arenarie in questa zona sono molto affascinanti: superficialmente sono molto simili, ma le rocce, probabilmente, si sono formate in tempi e modi diversi”, ha aggiunto. Finora Curiosity ha studiato principalmente rocce di fango e argilla a grana fine e raramente ha estratto campioni di arenaria. In questa fase della missione, invece, gli strumenti scientifici a bordo del rover avranno l’occasione di analizzare il particolare tipo di arenaria che si trova in questa regione di Marte.

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Nelle ultime settimane sono state valutate diverse zone per la prossima trivellazione. Nel sol 574 (lo scorso 18 marzo) sono stati finalmente selezionati i piani rocciosi su cui appoggiare il braccio robotico. È quasi tutto pronto per la trivellazione: il rover sta pulendo la strumentazione per togliere ogni residuo dei campioni precedenti. Cosa troverà Curiosity? Il materiale riempitivo tra la sabbia e le rocce arenarie viene chiamato cemento, le cui caratteristiche possono variare in base alla storia evolutiva di quella particolare zona. Arenarie con elementi argillosi all’interno sono abbastanza morbide e fragili, tanto da sbriciolarsi facilmente se toccate con un martello. Cosa che non accade con le arenarie al quarzo, che, se colpite, “suonano”, riferiscono i ricercatori. Gli esperti alla guida di Curiosity cercheranno di capire proprio cosa ha portato alla formazione di tante tipologie di rocce sul pianeta.

Il braccio del robot è stato utilizzato per indagare i luoghi più scientificamente significativi e per studiare il terreno e il sottosuolo marziano. I ricercatori del Mars Science Laboratory Project cercano di comprendere meglio gli antichi ambienti abitabili del Pianeta rosso e ricostruire i cambiamenti delle condizioni climatiche che ha attraversato studiando le rocce. Durante il suo viaggio su Marte Curiosity è stato anche danneggiato diverse volte proprio da alcune formazioni rocciose più appuntite, che hanno letteralmente forato alcuni dei pneumatici di acciaio. Per questo la NASA è continuamente allo studio di nuovi percorsi più sicuri per il rover e una guida più prudente.

Nel frattempo Opportunity sta esplorando delle formazioni argillose in cima a Solander Point, dall’altra parte di Marte. In futuro altri due orbiter arriveranno su Marte per aggiungersi alla flotta partita dalla Terra per studiare il pianeta: si tratta di MAVEN della Nasa e di MOM, la sonda indiana che rileverà, grazie a dei sensori, la presenza di metano nell’atmosfera per rafforzare l’ipotesi di una forma di vita primitiva.

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