Grazia a Nicole Minetti: i media dell'Uruguay mettono in dubbio la regolarità dell'adozione

La vicenda dell’adozione di un minore da parte di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani è tornata al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica dopo una serie di rilievi emersi in Uruguay e le successive verifiche avviate in Italia.

Grazia a Nicole Minetti: i media dell'Uruguay mettono in dubbio la regolarità dell'adozione
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29 Aprile 2026 - 19.14


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La vicenda dell’adozione di un minore da parte di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani è tornata al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica dopo una serie di rilievi emersi in Uruguay e le successive verifiche avviate in Italia.

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Secondo diversi media uruguaiani, tra cui La Diaria ed El País, la procedura adottiva sarebbe stata caratterizzata da passaggi controversi. Le ricostruzioni pubblicate in Uruguay riferiscono che il minore, nato nel 2017 e preso in carico nel sistema di protezione nel 2018, sarebbe stato inizialmente inserito in un percorso volto alla possibile riunificazione con la famiglia d’origine. Successivamente, la perdita della responsabilità genitoriale dei genitori biologici avrebbe aperto la strada all’adozione, ma fonti interne all’INAU (Istituto del Niño y Adolescente del Uruguay) avrebbero sollevato dubbi sulla regolarità complessiva della procedura, anche in relazione alle modalità con cui sarebbero stati gestiti alcuni passaggi giudiziari e amministrativi.

In questo contesto, la stampa uruguaiana ha evidenziato anche l’assenza di una convenzione bilaterale specifica tra Italia e Uruguay in materia di adozioni internazionali, elemento che avrebbe reso il caso più complesso dal punto di vista delle verifiche e dei controlli.

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Sul versante italiano, il Tribunale per i Minorenni di Venezia aveva in precedenza riconosciuto l’efficacia dell’adozione, con un decreto del 19 luglio 2024 che prendeva atto della sentenza emessa dal Tribunale di Maldonado il 15 febbraio 2023. Nel provvedimento veneziano veniva riportato che il minore si trovava “in stato di abbandono sin dalla nascita” e che i genitori biologici erano stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale.

Tuttavia, proprio alla luce delle successive ricostruzioni provenienti dall’Uruguay e degli approfondimenti richiesti in Italia, la Procura di Milano ha avviato accertamenti sulla documentazione utilizzata per il riconoscimento dell’adozione, acquisendo gli atti originali dalle autorità uruguaiane per verificarne la completezza e la correttezza.

Le verifiche in corso riguardano anche il percorso seguito dal Tribunale di Venezia, che aveva dato il proprio via libera sulla base degli atti disponibili all’epoca. L’intero fascicolo è ora oggetto di riesame per accertare la piena regolarità della procedura internazionale e la coerenza tra le diverse fasi giudiziarie in Uruguay e in Italia.

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I legali dei soggetti coinvolti sostengono che l’adozione si sia svolta nel rispetto delle normative vigenti nei due Paesi e che ogni passaggio sia stato validato dalle autorità competenti, mentre le indagini italiane restano in corso per chiarire eventuali profili critici emersi successivamente.

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