Scossone politico in Piemonte sullo sfondo del “caso Delmastro”. L’assessora regionale Elena Chiorino, considerata tra le più vicine al deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro, ha rassegnato le dimissioni dalla giunta guidata dal presidente Alberto Cirio.
L’annuncio è arrivato oggi, 30 marzo 2026, al termine di ore di forte pressione politica all’interno della maggioranza regionale. Chiorino manterrà comunque il proprio seggio in Consiglio regionale, evitando quindi un’uscita completa dalla scena istituzionale.
La richiesta di Cirio e la crisi nella maggioranza
Alla base della decisione c’è una richiesta esplicita di Cirio: una presa di distanza “netta e chiara” da Delmastro, coinvolto in una vicenda giudiziaria e politica che sta creando forti imbarazzi a Fratelli d’Italia e ai suoi alleati. Secondo quanto riportato da fonti politiche e ricostruzioni della stampa nazionale, il presidente avrebbe ritenuto incompatibile la permanenza di Chiorino in giunta senza un segnale forte di discontinuità.
La scelta delle dimissioni si configura quindi come una mossa preventiva per evitare una frattura più ampia nella coalizione di centrodestra alla guida della Regione.
La mozione di sfiducia in arrivo
A rendere ancora più teso il quadro è l’imminente passaggio istituzionale: domani, 31 marzo, il Consiglio regionale del Piemonte discuterà una mozione di sfiducia proprio nei confronti di Chiorino. Un voto che rischiava di trasformarsi in un banco di prova per la tenuta della maggioranza.
Le dimissioni anticipate puntano dunque a disinnescare lo scontro in aula e a limitare i danni politici, evitando una conta che avrebbe potuto evidenziare divisioni interne.
Un caso nazionale con ricadute locali
Il “caso Delmastro”, già al centro del dibattito politico nazionale, mostra così i suoi effetti anche a livello territoriale. La vicinanza politica tra Chiorino e il deputato di FdI ha reso inevitabile il coinvolgimento dell’assessora nella crisi, trasformando una vicenda nazionale in un problema diretto per la governance piemontese.
Secondo fonti parlamentari e regionali riportate da diverse testate italiane, la linea adottata da Cirio riflette la volontà di contenere rapidamente l’impatto politico dello scandalo, preservando la stabilità dell’esecutivo locale.
Resta ora da capire se la mossa sarà sufficiente a chiudere la crisi o se il caso continuerà a produrre effetti a catena all’interno del centrodestra.
