Momenti di forte tensione a Montecitorio, dove l’annunciata conferenza stampa sulla cosiddetta “remigrazione”, promossa dal deputato leghista Domenico Furgiuele insieme a esponenti di organizzazioni neofasciste come CasaPound, è stata di fatto impedita dalle opposizioni parlamentari. Pd, M5S, Avs, +Europa e Azione hanno occupato la sala stampa della Camera dei Deputati sventolando copie della Costituzione e intonando Bella Ciao, canto simbolo della Resistenza antifascista. L’iniziativa è stata annullata.
La scelta delle opposizioni non è stata una semplice protesta politica, ma un atto di difesa dell’ordine costituzionale: la Costituzione italiana, nata dalla sconfitta del fascismo, vieta esplicitamente la riorganizzazione del partito fascista e fonda la Repubblica sui valori dell’antifascismo, che non è una bandiera ideologica ma un principio giuridico vincolante.
La nota di Montecitorio
A confermare l’annullamento è stata una nota ufficiale della Presidenza della Camera: “Annullate per ordine pubblico tutte le conferenze stampa di oggi”. Poco prima, tutti i giornalisti presenti erano stati fatti uscire dalla sala stampa, occupata dai deputati delle opposizioni per impedire lo svolgimento dell’evento, che prevedeva la presenza di organizzazioni apertamente riconducibili all’estrema destra neofascista.
Le opposizioni cantano “Bella Ciao”
Alle spalle del deputato leghista Domenico Furgiuele, i parlamentari delle opposizioni hanno sventolato la Carta costituzionale, mentre risuonavano “Bella Ciao” e “Fischia il vento, infuria la bufera”. Il deputato del Partito Democratico Gianni Cuperlo ha dato lettura della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, che vieta la riorganizzazione del partito fascista: un richiamo netto al fatto che il fascismo non rientra nel perimetro della libertà di espressione, ma costituisce un reato.
Casapound: “Atto mafioso”
Dura la reazione di CasaPound. “Vogliamo presentare una legge, non è una provocazione, siamo liberi cittadini e possiamo entrare”, ha dichiarato Luca Marsella, portavoce del movimento, mentre cercava di accedere alla Camera. “Se la conferenza stampa è stata annullata è una vergogna. Noi dobbiamo entrare in Parlamento. Siamo di fronte a un atto mafioso, oggi l’antifascismo è mafia”. Parole che rovesciano il senso della legalità repubblicana, equiparando l’antifascismo – fondamento dello Stato democratico – a una pratica criminale. Marsella ha aggiunto: “L’atto mafioso è dei parlamentari che hanno occupato”, mentre il gruppo ha intonato l’inno nazionale.
La Lega: “Organizzeremo una nuova conferenza stampa”
Il deputato leghista Furgiuele ha confermato l’intenzione di riproporre l’iniziativa: “Penso proprio di sì”, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se la conferenza stampa verrà riorganizzata. Una scelta che riapre interrogativi politici e istituzionali sul rapporto tra una forza di governo e organizzazioni che si richiamano esplicitamente al neofascismo.
Il tentativo di ingresso laterale
Nonostante l’annullamento ufficiale, Furgiuele ha tentato di far accreditare come ospiti Luca Marsella, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti (già Forza Nuova) e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti. L’ufficio stampa di Montecitorio ha però bloccato ogni accesso: “oggi non entrerà nessuno come ospite dei deputati”. Una decisione assunta alla luce di quanto accaduto e motivata da ragioni di ordine pubblico e tutela dell’istituzione parlamentare.
Quanto accaduto a Montecitorio segna un passaggio politico rilevante: l’antifascismo non è una nostalgia né una provocazione, ma la condizione stessa della democrazia italiana. Il fascismo, per la Repubblica, non è un’opinione tra le altre: è un reato. E difendere questo principio significa difendere la Costituzione.
