La tragedia di Minneapolis, dove un uomo statunitense è stato ucciso da agenti federali durante un’operazione di contrasto all’immigrazione del governo di Donald Trump, ha assunto in queste ore una valenza politica oltre oceano e in Italia. La morte di Alex Pretti, infermiere di terapia intensiva di 37 anni, ha scatenato un’ondata di proteste e di reazioni politiche negli Stati Uniti dopo che esponenti dell’amministrazione Trump, incluso lo stesso presidente, hanno presentato la vicenda come un’azione difensiva contro un “uomo armato”, pur in presenza di prove video e testimonianze che contraddicono queste affermazioni e mostrano Pretti con un telefono in mano mentre tenta di aiutare una donna prima di essere colpito e ucciso dagli agenti federali.
La narrazione dell’amministrazione — che ha pubblicato l’immagine di una pistola e descritto Pretti come una minaccia — è stata duramente contestata da testimoni oculari e dai familiari della vittima, che definiscono le ricostruzioni ufficiali “menzogne ripugnanti” e sottolineano come l’uomo stesse cercando di proteggere un’altra persona quando è stato aggredito.
In Italia, la questione ha varcato il confine della cronaca internazionale per innestarsi nel dibattito politico nazionale. Su Facebook, Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra ha lanciato una critica netta al governo di Giorgia Meloni, invitando l’esecutivo a prendere una posizione chiara. «Sappia Meloni che la stessa domanda [“da che parte sta?”] verrà rivolta anche a lei», ha scritto Fratoianni, richiamando le recenti parole del sindaco di Minneapolis Jacob Frey che, commentando l’omicidio di Pretti, ha esortato i cittadini a riflettere sul proprio ruolo civico di fronte alla violenza dello Stato.
Secondo il leader di SI, l’Italia non può continuare a essere “una specie di dependance di Trump” sul piano politico ed economico. In un passaggio del suo intervento, Fratoianni ha affermato che il governo italiano rischia di essere ricordato dalla Storia per una «subalternità» che espone il paese a imbarazzo internazionale. Fratoianni ha aggiunto che, anziché auspicare improbabili riconoscimenti come il Premio Nobel per Trump, sarebbe più appropriato riflettere criticamente sulla portata delle politiche migratorie e sull’allineamento a Washington.
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