Il ministro Orlando attacca i partiti sul blocco dei licenziamenti: "O ripongono le bandiere o è a rischio il governo"

Il ministro: "La Lega è quella che agita più bandiere. L'ultima proroga non l'ho scritta all’ultimo nei corridoi di Palazzo Chigi".

Il ministro del Lavoro Orlando
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26 Maggio 2021 - 07.23


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Tiene banco il blocco dei licenziamenti e a parlare è proprio il ministro del Lavoro Andrea orlando, che vuole calmare le acque.

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“O le forze di maggioranza ripongono le bandiere, oppure mettono a rischio la tenuta del quadro politico. E ciò riguarda prevalentemente la Lega, che è quella che agita più bandiere”.

Le tensioni in maggioranza sul blocco dei licenziamenti sono state molte, ma chi lo accusa di avere fatto un blitz inserendo a sorpresa una ulteriore proroga del blocco nel Dl Sostegni bis, Orlando risponde: “Mica l’ho scritta all’ultimo nei corridoi di Palazzo Chigi. Quella norma è stata inviata per posta elettronica certificata agli uffici legislativi competenti due giorni prima. In Consiglio ho solo rinviato al testo, come si fa in questi casi. E poi ne ho parlato apertamente in conferenza stampa, a fianco di Mario Draghi. Lo avrei fatto, se ci fosse stato un sotterfugio?”.
E sulla proposta sugli ammortizzatori sociali che verrà presentata a luglio: “Nel disegno ci sarà una differenziazione della cassa integrazione in ragione della dimensione d’impresa.
Un bar ha meno bisogno di cassa di una grande impresa. Ma vanno collegati questi strumenti a politiche attive o di formazione, anche digitale, in base alla ristrutturazione che l’impresa sta affrontando”. Infine, sulla dote ai 18enni pagata con l’imposta di successione, Orlando spiega che ”è una proposta di equità fra ceti e generazioni. Bandiere sono quelle simboliche e poco plausibili. In tanti Paesi europei c’è una tassa di successione. In nessuno manca il codice degli appalti, come propone la Lega”.

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