Covid, Salvini rilancia il 'tornare a vivere' ma dimentica i tanti che finiscono nella bara

Il capo della Lega si presenta come l'unico che vuole le riaperture, mentre tutti le vogliono, Quello che non dice è che le chiusure di Pasqua sono rete necessarie dalla ripresa fortissima del virus

Salvini
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4 Aprile 2021 - 16.54


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Lui dice tornare a vivere. Perché c’è una maggioranza di che vuole morire o restare seppellita in casa?

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No. Ma la retorica passa anche attraverso questo.

L’unico problema che non viene calcolato dal fan di Bolsonaro e di Trump, ossia due negazionisti che hanno fatto sconquassi nel loro paese ostacolando la lotta al coronavirus, è che per molti il ‘ternare a vivere’ è significato morire.

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La scorsa estate mostri sono ‘tornare a vivere’ ballando ammucchiati nelle discoteche, affollando i ristoranti senza rispettare le distanze, facendo assembramenti fino a tardi davanti ai locali.

La loro voglia di vita si è trasformata in morti. Tanti morti. 

Perché quello che ignorano i negazionisti e i loro amici che tutti vogliamo tornare a vivere. Il problema è quando: ossia farlo a pandemia sotto controllo o farlo a rischio di far ripartire i contagi?

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Il capo della Lega lo sa ma per lui è più importante accarezzare il malcontento delle corporazioni.

E che ha detto.

“Aprile. E aprire. Cambia una lettera, ma quella lettera cambia la vita. Quello per cui sto e stiamo lavorando non è un sogno o un desiderio, ma un obiettivo, un dovere, una necessità”. 

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Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini.

“Tornare a vivere. Tornare a vivere all’aria aperta, a lavorare nel negozio di famiglia, a bere un caffè al bar o mangiare una pizza la sera al ristorante, ad uscire dal liceo alla quinta ora per andare a casa della morosa a studiare, ad andare un’ora in palestra o il sabato a teatro, a spingere la figlia sull’altalena al parco o tifare la propria squadra in tribuna, a salutare i nonni (per ora senza abbracci) dopo mesi di sorrisi solo dai balconi. Correndo con il piano vaccinale, obiettivo 500.000 cure al giorno, senza nessun rimpianto per Arcuri ma ringraziando Figliuolo e Bertolaso”. 

“Correndo -continua Salvini- per un Maxi Decreto che preveda rimborsi economici importanti e abbondanti per chi ha perso tanto, a volte tutto, ma resiste. Correndo – spiega ancora il leader leghista – per liberare i 100 milioni del Fondo Anti-Usura non utilizzati, per burocrazia o incapacità di chi c’era prima. Correndo per sbloccare cantieri e creare lavoro. Tutto questo sarà possibile però solo grazie ad un Popolo rispettoso e generoso, un Popolo forte che è arrivato al limite della sopportazione”.

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“Il Covid ha fatto oltre 100.000 morti, ma tutte le altre malattie non si sono certo fermate, anzi quelle psichiatriche stanno facendo danni irreparabili, sconvolgendo menti di adulti e soprattutto ragazzi. Curare, lavorare, vivere. In una parola rinascere e amare. Anche in questi giorni di Pasqua, anzi di Santa Pasqua, l’obiettivo del lavoro è solo questo”, conclude Salvini.

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