Raggiunto un accordo tra Governo e Regioni sulla distribuzione dei tre vaccini disponibili in Italia, dopo l’arrivo di AstraZeneca.
I vaccini Pfizer e Moderna saranno somministrati a over 80 e ai più fragili, quello di AstraZeneca al di sotto dei 55 anni a personale scolastico docente e non docente, forze armate e di polizia, personale carcerario e detenuti. Si tratta rispettivamente della fase 2 e 3 della campagna, che entreranno nel vivo dopo l’arrivo lunedì del primo carico di dosi di Astrazeneca.
E’ quanto emerge dalla riunione convocata dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia nella quale si dovrà trovare una linea per aggiornare il piano vaccini anti-Covid.
All’incontro, che si è reso necessario dopo i recenti tagli alle forniture vaccinali, partecipano anche il ministro della Salute Roberto Speranza, il commissario all’emergenza Domenico Arcuri e i rappresentanti delle regioni.
Dalle Regioni è arrivata una proposta unitaria “sulla distribuzione della seconda dose della fase 1 sulla % reale degli assistiti delle Regioni (over 80, operatori sanitari e rsa) poi riequilibrio sulla popolazione”.
“Il tetto anagrafico (di 55 anni) per il vaccino AstraZeneca potrebbe essere superato in futuro dopo ulteriori valutazioni scientifiche”, ha detto secondo quanto si apprende il ministro della Salute Roberto Speranza al vertice con le Regioni.
“I vaccini sono essenziali ma ci sono anche altre opzioni in valutazione – ha aggiunto – stiamo accelerando sugli anticorpi monoclonali”. “Il vaccino russo? Non dobbiamo avere timori delle origini dei vaccini, quello che per noi è importante è il passaggio all’Ema (Agenzia europea farmaco). Abbiamo sollecitato l’Ue alla valutazione scientifica sul vaccino russo e di altri Paesi”.
“Campagna di vaccinazione resti fuori da crisi e da contese politiche. È la cosa più importante per tutto il Paese”. Così il Ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine dell’incontro in videoconferenza con le Regioni.
