Immondo Salvini: "I valori della sinistra di Berlinguer raccolti dalla Lega"

L'estremista di destra e xenofobo ha parlato della sede leghista a Roma, a Botteghe Oscure, di fronte all'ex sede storica del Pci dai tempi di Togliatti e si è lasciato andare a falsità

Salvini
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9 Luglio 2020 - 14.41


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Una provocazione bella e buona. Fatta da un estremista di destra amico dei fascisti, che disonora la Resistenza e ha un progetto di società autoritario e contro i diritti civili.
Ossia l’esatto contrario di Berlinguer che è sempre stato fiero avversartio dell’Italia nera e xenofoba che stringe l’occhio a furbetti e evasori fiscali che è dietro le idee dei sedicenti sovranisti.
“La Lega c’entra moltissimo con la sinistra, non è una bestemmia”. La frase di Massimo D’Alema, segretario del Pds, ‘datata’ al 1995, quando alla guida del Carroccio c’era Umberto Bossi, torna di attualità.

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Oggi è stato il nuovo leader della Lega sovranista, Matteo Salvini, che parlando della sede leghista a Roma, a Botteghe Oscure, di fronte all’ex sede storica del Pci dai tempi di Togliatti, non ha risparmiato, in favore di telecamere, di fare un accostamento tra la Lega e il partito di Berlinguer: “I valori di una certa sinistra che fu, quella di Berlinguer, del lavoro, degli artigiani, sono stati raccolti dalla Lega”.
Un quarto di secolo fa, D’Alema aveva spiegato: “Tra la Lega e la sinistra c’è forte contiguità sociale. Il maggior partito operaio del Nord è la Lega, piaccia o non piaccia. È una nostra costola, è stato il sintomo più evidente e robusto della crisi del nostro sistema politico e si esprime attraverso un anti-statalismo democratico e anche antifascista che non ha nulla a vedere con un blocco organico di destra”.
Quella di D’Alema, fu una affermazione legata al contesto, all’accordo, il cosiddetto patto delle sardine, che portò la Lega, nel 1994, a far cadere il primo governo Berlusconi. Poi lo stesso ex premier tornò su quella frase, lo scorso anno: “È una delle tante scemenze messe in giro da un giornalista – disse a Vittorio Zincone – per poi dire che io considero la Lega di sinistra. Nel 1994 dissi al Manifesto che la Lega era una costola del movimento operaio. Lo affermai perché gli operai votavano Lega”.

Ora l’accostamento se lo intesta Matteo Salvini. Non a caso, già ex giovane comunista padano.

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