Salvini continua a infastidire Di Maio: "Reddito di cittadinanza? Sì ma dopo un anno di servizio civile"

La proposta è stata presentata in commissione al Senato. Tra gli altri emendamenti, una stretta sugli stranieri e controlli su chi divorzia e poi richiede il sussidio.

Reddito di cittadinanza
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12 Febbraio 2019 - 15.09


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Un emendamento al “Decretone” presentato dalla Lega in commissione al Senato, prevede un anno di servizio civile obbligatorio per i richiedenti il reddito di cittadinanza che abbiano tra i 18 ed i 28 anni.
Questa norma andrebbe applicata a tutti coloro che non hanno mai svolto il servizio civile universale e richiede una “presenza media settimanale di 25 ore”.
La gestione del servizio civile obbligatorio viene delegata dal dipartimento per i Giovani alle Regioni, mentre ai centri per l’impiego spetta il controllo.
Se la separazione o il divorzio è avvenuto dopo il primo settembre 2018, gli ex coniugi che facciano domanda di reddito di cittadinanza devono certificare di non risiedere più nella stessa casa con “apposito verbale della polizia municipale”. E’ quanto prevede un altro emendamento della Lega al “Decretone”. La norma, viene spiegato, mira a limitare le frodi di chi chiede il reddito di cittadinanza fingendo la separazione o il divorzio pur continuando a vivere nella stessa casa.
La Lega vuole introdurre poi un paletto antidivano alla distribuzione del reddito di cittadinanza. Un emendamento prevede come requisito per beneficiare del reddito che almeno uno dei componenti del nucleo familiare “abbia corrisposto, nei dieci anni precedenti, imposte e contributi da lavoro, in un qualsiasi importo e per almeno 24 mesi, anche non continuativi”. Un altro emendamento chiede che ogni mese arrivi all’Inps l’attestato dell’adempimento degli obblighi prima dell’accredito mensile del reddito.
Il Carroccio, inoltre, chiede paletti ancora più stringenti per limitare la platea degli stranieri che possono accedere al Reddito. Con una delle proposte di modifica presentate in commissione Lavoro al Senato si esclude la possibilità che per chiedere il reddito sia sufficiente la presenza di un familiare in possesso di un permesso di soggiorno mentre un altro emendamento stabilisce l’obbligo di certificazione, tradotta in italiano, della composizione del nucleo.
Con il “Decretone” i fondi per la riforma dei centri per l’impiego, utili in ottica del reddito di cittadinanza, sono stati praticamente dimezzati rispetto allo stanziamento della Manovra. A dirlo è Cristina Grieco, coordinatrice degli assessori regionali al Lavoro, in audizione alla bicamerale per gli Affari regionali. “In Manovra si prevedevano investimenti fino a un miliardo, ora sono previsti 480 milioni per il 2019 e 420 per il 2020”, ha detto.
La Grieco ha aggiunto che, se il “Decretone” dovesse “essere convertito in questo termini”, in particolare sull’assunzione dei navigator, il ricorso alla Corte costituzionale “è una ipotesi che prenderemmo seriamente in esame, perché non si tiene conto delle competenze” in capo alle Regioni.

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