Dalla trattativa con l’Europa per evitare la procedura d’infrazione ai gilet gialli, passando per il tetto a quota 100 e reddito di cittadinanza, al salario minimo orario. E poi ancora l’introduzione di un salario minimo orario e il caso Centemero. Alla vigilia dell’incontro a Bruxelles tra Conte e Juncker, in un’intervista il vicepremier e ministro Luigi Di Maio fa il punto sulla manovra, senza perdere di vista quanto sta accadendo Oltralpe.
Gilet Gialli – “Quello che abbiamo visto è che il paladino dell’europeismo, Macron, ha dovuto fare marcia indietro rispetto al popolo che si è arrabbiato – dice Di Maio -. Io spero che in Italia non si arrivi mai a quel che abbiamo visto in Francia, ma questo dipende solo da noi, a quanto terremo fede alle promesse, a quel che abbiamo detto”. “Quel che sta succedendo in Francia è l’esatta rappresentazione di un’Europa che non ascolta, di un governo francese che non ascolta e poi è costretto a fare passi indietro – sottolinea Di Maio – ma non credo che se ne esca con uno ‘scusa’: una volta che hai perso la fiducia delle persone non ti torna più indietro”.
Poi, alla domanda se quel che sta accadendo in Francia possa facilitare la trattativa tra Italia e Bruxelles, Di Maio risponde: “Certamente. Dalla Francia arriverà un bagno di umiltà per tutta l’Europa. Stando a quel che ha dichiarato Macron ieri, mi pare evidente che dovrà rivedere il rapporto deficit/Pil, si sta aprendo un caso francese. Allo stesso modo, noi in legge bilancio abbiamo quelle proposte che fanno parte del programma di governo e che sono anche le rivendicazioni dei gilet gialli. Noi la fiducia degli italiani non vogliamo perderla, questa per noi è la cosa più importante”. “Proprio guardando l’esperienza francese – continua il vicepremier – sono contento di andare contro quelli che sono i canoni del passato per le regole europee, perché quel che conta è innanzitutto non perdere la fiducia degli italiani. Poi dopo, col dialogo, viene tutto quello che riguarda i parametri europei, ma mettiamo al centro gli italiani”.
Manovra – Durante l’intervista, Di Maio affronta poi il capitolo manovra. E nelle trattativa con l’Europa per evitare la procedura d’infrazione, su reddito di cittadinanza e quota 100, spiega che le risorse che il governo conta di recuperare sono “sotto i 4 miliardi: ma non sono risparmi, bensì soldi che avanzano – annuncia Di Maio -. Le misure noi non le tocchiamo”. Quindi chiarisce: “I numeri precisi li stabiliranno Conte e Tria nell’interlocuzione con l’Ue. Sicuramente, dalle relazioni tecniche emerge che le misure in questione costano meno di quanto previsto per due ordini di ragioni: 1. adesione della platea, 2. partono una a febbraio e l’altra a marzo, quindi dobbiamo spendere meno soldi e li recuperiamo in investimenti o in altro genere di intervento per abbassare il deficit”. “Contiamo di tirare su un mare di soldi dalle dismissioni degli immobili – sottolinea il vicepremier – c’è un piano ambizioso e realistico. Stiamo facendo una prima ricognizione”, visto che il governo intende mettere in vendita “non i gioielli di famiglia, ma i patrimoni secondari che non servono allo Stato”.
Dal 1 gennaio parte il team ‘mani di forbici’. La mia intenzione è quella di istituire un numero verde, una serie di riferimenti per i cittadini al fine di segnalare gli sprechi che ci sono e che vedono ogni giorno”. “In questo momento – è il ragionamento – gli sprechi si annidano non solo nello Stato centrale ma, ad esempio, negli enti locali, in enti non direttamente legati a Comuni e Regioni, nelle sedi distaccate dei ministeri”. Quella che vuole avviare Di Maio “sarà dunque una lotta agli sprechi collettiva, con i cittadini al nostro fianco”.
E sull’incontro Conte-Juncker, in agenda domani, Di Maio si dice “molto fiducioso”: “il mio pronostico è buono, stiamo facendo tutti i passaggi che servono per arrivare una soluzione che porti a casa la manovra e eviti la procedura di infrazione – evidenzia -. Quel che conta è riuscire a portare a casa le promesse fatte agli italiani, non li tradiremo”. Dall’Europa, osserva ancora Di Maio “non abbiamo ancora proposte ufficiali” sul rapporto deficit/Pil e sugli sforzi necessari per evitare la procedura d’infrazione, “l’unica cosa che posso dire è che se l’Ue ci chiede di tradire i cittadini, noi non lo faremo”.
