Salvini non molla: "si parte dal nostro programma, con Di Maio contatto dopo Pasqua"

E sul reddito di cittadinanza: "ne possiamo parlare ma solo ma solo se si tratta di un investimento temporaneo per chi ha perso il lavoro"

Matteo Salvini
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30 Marzo 2018 - 13.21


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Per la formazione del governo parlo con tutti, a cominciare dal M5s, ma il punto di partenza è il programma del centrodestra: abolire la legge Fornero, abbassare le tasse e bloccare l’immigrazione. Lo ha ribadito da Ischia il leader della Lega Matteo Salvini annunciando che nei prossimi giorni tornerà a sentirsi con Luigi Di Maio. E sul reddito di cittadinanza avverte: “ne possiamo parlare ma solo se si tratta di un investimento temporaneo per chi ha perso il lavoro”.
“Adesso i numeri non ci sono – ha detto Salvini – tra qualche giorno speriamo che ci siano. Con Di Maio ci sentiamo dopo Pasqua. Con i 5 stelle stiamo ragionando, se poi questo ragionamento andrà lontano o si fermerà non sono in grado di dirlo adesso. Io premier? La mia ambizione è di rappresentare tutti gli italiani facendo il presidente del Consiglio. Però non è una pregiudiziale perché a me interessa lavorare per l’Italia. Qualcun altro diceva: o io o il diluvio, io non ho l’arroganza di dire o io o nessuno”.
“Intanto – ha aggiunto Salvini – i lavori del Parlamento sono iniziati senza settimane di attesa, grazie al ruolo di mediazione svolto dalla Lega. Speriamo di fare lo stesso per il governo”.
“Io sono pronto, la Lega è pronta e il centrodestra, che ha vinto le elezioni, è pronto”, ha assicurato Salvini che garantisce di voler ricominciare da martedì a lavorare per un nuovo governo. “Sono pronto a incontrare tutti, a partire dai 5 stelle, ovviamente. Si parte con il programma del centrodestra, cioè l’abolizione della legge Fornero, l’abbassamento delle tasse e il blocco dell’immigrazione. Bisogna controllare e bloccare gli sbarchi, espellere”.
Poi le affermazioni di Salvini sul reddito di cittadinanza. “Se non è un investimento illimitato per chi sta a casa, aperto a tutti – cosa che mi vedrebbe fortemente contrario perché sarebbe la fine del merito e dell’incentivo a fare impresa e cercare un lavoro – ma un investimento temporaneo per chi ha perso il lavoro ed è in attesa di trovare un nuovo lavoro ne possiamo parlare. Se invece è l’ennesimo provvedimento assistenzialista a tempo indeterminato, aperto a tutti, no perché è la fine dell’idea dello sviluppo”.

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