In tempi di ‘uomini forti’ e Trump in Casa Bianca se ne sente davvero il bisogno. Mentre spuntano frasi e svastiche contro gli ebrei nella metro di New York in Italia si tenta di prevenire. Il Pd insiste con la messa al bando della propaganda del regime fascista e nazifascista che, per il partito di largo del Nazareno, deve diventare un reato penale ad hoc. Almeno a questo mira la proposta di legge, dall’iter travagliato, a prima firma Emanuele Fiano e di cui e’ ripreso l’esame in commissione Giustizia della Camera con una serie di audizioni. L’obiettivo e’ di licenziare il testo al massimo entro meta’ marzo, per poi provare a portarlo all’attenzione dell’Aula in tempi non biblici.
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Secondo il Pd, infatti, se “riusciamo a stabilire bene i confini” di applicazione della nuova norma, spiega all’Agi il relatore Walter Verini, “non ci dovrebbero essere problemi” ad incassare il voto favorevole anche delle altre forze politiche. Vero e’, pero’, che i tempi si sono allungati parecchio: la proposta e’ stata presentata nel 2015, ma l’esame in commissione e’ iniziato solo il 21 aprile del 2016 per essere subito rinviato. La commissione ha ripreso in mano il testo lo scorso 12 maggio, per decidere un nuovo rinvio. L’iter e’ ripartito lo scorso 24 gennaio e adesso per Verini, che e’ anche capogruppo del Pd in commissione Giustizia, si dovrebbe andare avanti senza ulteriori intoppi. Ma in cosa consiste la proposta del Pd? Mai piu’ saluti fascisti, come e’ accaduto nel 2008 in piazza del Campidoglio quando fu eletto sindaco Gianni Alemanno, o ancor prima nel ’99 quando il centrodestra espugno’ per la prima volta Bologna e alcuni manifestanti salirono lo scalone di palazzo D’Accursio con il braccio destro teso. Ci sono esempi del genere anche nel mondo dello sport, dove ha suscitato molte critiche e polemiche il gesto del saluto romano fatto in campo da un giocatore della Lazio. Ma potrebbe essere a rischio anche il destino delle tante bancarelle a Predappio, paese natale di Benito Mussolini, che vendono come normalissimi gadget i busti del Duce e altre immagini e simboli tipici del partito fascista. Mai piu’, quindi, qualora la norma dovesse diventare legge, effigi di Hitler o di generali delle SS autori di atroci delitti, mai piu’ fasci littori e croci celtiche o simboli della Decima Mas in mostra nelle vetrine di negozi o propagandate per l’acquisto su internet. Insomma, il Pd ha intenzione di usare il pugno di ferro, ampliando in maniera significativa il raggio d’azione della normativa attuale contro l’apologia del fascismo. La proposta mira infatti ad inserire nel codice penale l’articolo 293-bis, relativo alla “Propaganda del regime fascista e nazifascista”. La normativa attualmente vigente – si va dalla Legge Scelba del ’52 alla Legge Mancino del ’93, fino alle ultime sentenze della Cassazione – vieta la riorganizzazione del partito fascista o comunque la nascita di un movimento o associazione che persegua finalita’ antidemocratiche proprie del partito fascista o punisce chi fa apologia del fascismo.
La proposta del Pd ha come obiettivo – si legge nell’introduzione alla pdl – “di delineare una nuova fattispecie che consenta di colpire solo alcune condotte che, individualmente considerate, sfuggono alle normative vigenti”. Recita infatti testo, composto di un solo articolo: “Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualita’ e’ punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena di cui al primo comma e’ aumentata di un terzo se il fatto e’ commesso attraverso strumenti telematici o informatici”. La proposta del Pd, dunque, mira a vietare e punire come delitto perseguibile d’ufficio da un lato, “la propaganda attiva e quella che si manifesta anche solo nei diversi passaggi della filiera produttiva (dalla produzione, alla distribuzione, alla diffusione, alla vendita) di immagini, oggettistica, gadget di ogni tipo che comunque sono chiaramente riferiti all’ideologia fascista o nazifascista o ai relativi partiti”, si legge nella relazione del servizio studi della Camera, compresa la “vendita o diffusione di beni che raffigurino persone, immagini o simboli chiaramente riferiti a tali partiti o ideologie”; dall’altro, vengono puniti “comportamenti quali il saluto romano (o nazifascista) fatto in pubblico e l’ostentazione pubblica di simboli che a tali partiti o ideologie si riferiscano”. L’intenzione, tiene a precisare il relatore Verini, “non e’ assolutamente voler limitare o colpire le opinioni, ma determinate condotte. Una cosa sono le proprie opinioni, anche se non condivisibili e stigmatizzabili, ben altra cosa e’ ostentare la rivalutazione ad esempio del Duce o delle leggi del Ventennio. Se riusciamo – osserva ancora Verini – a definire bene il confine di applicazione della norma credo che non ci saranno problemi” per ottenere il voto favorevole della commissione. Del resto, aggiunge l’esponente del Pd, “in tempi come questi”, con l’aggravarsi di certi fenomeni, “e’ importante dare un segnale di attenzione, non certo di stampo vintage o retro’, ma sulla volonta’ di tenere alta la guardia. Non e’ una legge che guarda al passato con lo specchietto retrovisore, ma l’obiettivo e’ far si’ che certi fenomeni anche violenti, e purtroppo molto presenti in Europa e in Italia, vengono colpiti e puniti. Il che non riguarda le opinioni”, ribadisce infine Verini.
