“La Commissione Antimafia all’unanimità, mi ha incaricato di richiedere preventivamente informazioni urgenti alla Procura della Repubblica di Napoli in merito a eventuali indagini in corso, agli atti e ai documenti acquisiti e alla posizione dei soggetti coinvolti, per verificare i presupposti per l’avvio di una inchiesta da parte della nostra Commissione, che naturalmente sono legati al tema mafia. Abbiamo sempre agito così per avviare le nostre inchieste e useremo lo stesso metodo”. A dirlo è la presidente dell’Antimafia Rosy Bindi, sulla vicenda degli audio di De Luca, registrati a sua insaputa in una riunione a porte chiuse, mentre invitava 300 sindaci campani a far votare per il “Sì” i propri concittadini al prossimo referendum costituzionale, ricordando gli investimenti del governo Renzi per la Campania.
Bindi ha chiarito, in apertura della seduta odierna della Commissione, che la richiesta è arrivata durante l’ufficio di presidenza da parte dei gruppi Gal, Fi, Lega, Sinistra italiana, M5S, in merito all’avvio di una inchiesta sulla vicenda dell’incontro del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, con esponenti della politica locale della stessa regione.
De Luca: quale sarà l’iter per il reato di battuta? De Luca però torna a scherzare sulla vicenda, nonostante su di lui soffino ormai venti di bufera. Il governatore ha improvvisato un “siparietto” con i pescatori nel porto di Pozzuoli, nel corso di una cerimonia ufficiale. De Luca ha scherzato sul molo circondato dai pescatori, uno dei quali gli ha offerto gratuitamente un merluzzo. Allore il governato ha detto che potrebbe trattarsi di voto di scambio. “Non si sa come si sia conclusa la torbida vicenda – ha scritto poi De Luca su Facebook, a commento del video -. Ad ogni buon conto, De Luca si è impegnato a conservare comunque la lisca del pesce, e ad inviarla come corpo del reato a Luigino Di Maio perché ne faccia l’uso giudiziario più efficace”. “Apprendiamo della richiesta avanzata dalla Commissione Antimafia”, ha aggiunto poi il governatore. “Ci rende curiosi conoscere l’iter previsto sul reato di battuta e come evolverà la crociata del calamaro. Vediamo rilanciata anche la discussione sull’emendamento battezzato ‘De Luca’. Vorrei solo ricordare che si tratta di una proposta avanzata unitariamente dalla Conferenza delle Regioni ben prima che si aprisse questo dibattito, ed è una iniziativa volta a rimuovere una situazione assurda per la quale fino a un anno fa erano commissari per la Sanità i presidenti che avevano determinato il debito, mentre non possono esserlo coloro che la stanno risanando. Non è molto difficile svelare questo mistero – prosegue De Luca – e sottrarlo alla titolarità di De Luca. Incuriosisce il fatto che quelli che sulla battaglia referendaria lamentano il neocentrismo e la sottrazione di competenze alle Regioni si straccino le vesti nel momento in cui queste vengono riconosciute. Come sempre, riconfermiamo che la nuova Campania è pronta ad accettare la sfida del rigore, del risanamento e della correttezza amministrativa. Per ogni altro elemento di folklore se ne riparlerà dopo il referendum, quando comunicheremo anche l’elenco di tutti quelli che saranno querelati per diffamazione”.
