L’Italia sembra pronta a fare il possibile per risolvere la crisi in Libia. «Non ci sono da parte nostra né crociate né avventure, c’è la considerazione del fatto che occorre battersi per difendere la democrazia e la libertà. L’Italia farà di tutto per difendere la propria sicurezza contrastando le barbarie» dell’Isis. Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in aula alla Camera.
In Libia «l’Italia è pronta a fare la sua parte» nell’ambito delle iniziative Onu, ha ribadito il capo della Farnesina. «Siamo aggrappati agli sforzi che sotto l’egida delle Nazioni Unite si stanno facendo per raggiungere almeno la base di un governo di riconciliazione nazionale. In questo momento il gioco a livello internazionale è questo». E ha assicurato che «l’Italia è pronta a fare la sua parte, secondo quello che decideranno le Nazioni Unite, se questa prospettiva non riuscisse ad ottenere risultati, per i quali oggi ci battiamo senza alcuna condizione».
Gentiloni ha aggiunto: «La discussione sui possibili errori dell’occidente non può sconfinare nel fatto che noi rispolveriamo dalle soffitte il linguaggio sull’ imperialismo delle multinazionali americane, lontano dalla realtà», perché in questo modo «finiamo per ritenere conseguenza naturale e inevitabile la barbarie del terrorismo» che non può esserlo e contro la quale «è necessario ribellarsi con tutte le nostre forze e senza alcun avallo».
A rispondergli è stato Paolo Alli, deputato del Nuovo Centrodestra del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato: «Il bisogno di sicurezza è ormai una priorità assoluta. È necessario avere fermezza ed equilibrio sui temi che sono per gli italiani una grave preoccupazione nella vita quotidiana. La casa brucia e non possiamo stare seduti in poltrona o stare in Parlamento a giocare a risiko delle nostre battaglie parlamentari che alla gente interessano sempre meno. Bisogna mettere in atto uno sforzo di equilibrio e di mediazione di cui siamo capaci e che ci ha dato autorevolezza internazionale».
E ha concluso: «Del resto, come il Ministro Gentiloni ha evidenziato, politica estera e difesa sono aree contigue. L’Italia ha un ruolo importante nello spingere la Ue a darsi una politica estera comune e nel tutelare i diritti di tutti, come nel caso del dramma dei cristiani perseguitati nel mondo».
