Secondo quanto si apprende, nella lettera il deputato dem Pippo Civati, ha proposto di ripartire dal nome che il Pd aveva candidato nel 2013: Romano Prodi.
“È necessaria una discussione aperta, prima all’interno dei diversi gruppi parlamentari e poi nel confronto tra questi, nella quale indicare criteri precisi che abbiano una loro oggettivita’ (come l’avere ricoperto cariche istituzionali, le relazioni internazionali, ecc.) ai quali far conseguire dei nomi precisi sui quali svolgere il suddetto confronto”. Lo ha scritto Giuseppe Civati, deputato Pd, nella lettera inviata alla segreteria del partito in cui spiega anche di averla scritta perche’ non puo’ “essere presente alla riunione di stamani”. Questo, ha sottolineato, “era il senso della mia proposta per un ‘un candidato NN’, che, se tutti non si fossero fermati alla sigla, voleva appunto indicare un candidato che ‘non nasce tra quattro mura, ma all’aperto, nell’aula parlamentare e nella societa’ italiana, perche’ le sappia rappresentare entrambe, con autorevolezza e autonomia (che poi sono la stessa cosa). Un candidato che possa arrivare ai voti necessari, senza essere il candidato di questo o di quello'”.
Ecco, ha proseguito Civati, “su questa base io mi sento di proporre al mio gruppo il nome di colui che per tutti noi non puo’ che essere il primo riferimento politico, Romano Prodi. Il candidato da cui, a mio avviso, e’ necessario ripartire, dopo quanto accaduto nelle votazioni del 2013, ma soprattutto un candidato di centrosinistra che ha pero’ saputo sempre confrontarsi con tutte le forze politiche anche nella sua veste di Presidente della Commissione europea”. Per Civati si tratta di un candidato “che tiene insieme le caratteristiche del politico con rilevanti competenze tecniche, forte per le sue esperienze istituzionali (Presidenza del Consiglio e della Commissione europea) ed anzi molto piu’ identificabile come uomo delle istituzioni che di partito, come giustamente chiedono anche altre forze politiche e, infine, indubbiamente dotato di una grande esperienza e un grande apprezzamento internazionale”. E chiude con un post scriptum: “Siccome leggo di qualcuno che fa polemica con me per la mia assenza, segnalo che le ragioni sono familiari e delicate, almeno per me. Cerchiamo di non dire sciocchezze e rispondiamo nel merito”.
La critica di Sandra Zampa “Il presidente si è già espresso, chiamandosi fuori. E’ normale che ci siano persone, come Civati ma non solo, che dimostrano con le parole la stima e l’affetto che hanno per il presidente”. La deputata del Pd Sandra Zampa, ex portavoce di Romano Prodi, esclude un interesse per il Quirinale da parte dell’ex premier Romano Prodi dopo che Pippo e Civati e altri esponenti democratici hanno riproposto il suo nome.
