L’Aula della Camera ha votato a favore del Jobs act. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 316 sì, 6 no e 5 astenuti. L’opposizione però non ha partecipato al voto. Poco prima della votazione finale, infatti, i deputati di Lega, Fi, Sel e M5s, e alcuni deputati della minoranza del Pd hanno lasciato l’aula. A favore hanno votato la maggioranza dei Pd, Ncd, Per l’Italia e Scelta civica. Hanno votato ‘no’ rimanendo in Aula Francesco Saverio Romano di Forza Italia e Gianni Melilla di Sel, mentre Massimo Corsaro, di Fratelli d’Italia-An, ha votato sì in dissenso dal gruppo.
Il via libera al Jobs Act è arrivato, con un giorno di anticipo rispetto alla tabella di marcia prevista dalla conferenza dei capigruppo. Il provvedimento però per ottenre l’ok definitivo, dovrà tornare in Senato: infatti il testo è stato modificato dalla commissione Lavoro dove sono stati approvatigli emendamenti frutto dell’accordo tra il governo e la minoranza Pd che puntava a ridimensionare la possibilità di modificare lo Statuto dei lavoratori.
Il voto spacca il Pd. Sul voto in aula si è consumata una nuova spaccatura nel Pd e nella minoranza stessa dei dem. Infatti tra i quaranta deputati del Partito democratico (su un gruppo di 307 componenti), c’e stato chi come Gianni Cuperlo non ha partecipato al voto e chi come i civatiani hanno votato per il no. Due dei sei no sono infatti proprio di Giuseppe Civati e Luca Pastorino. Astenuti invece gli altri civatiani presenti al voto nell’Emiciclo, Paolo Gandolfi e Giuseppe Guerini.
