Stop al Salva Roma: saltano 90 milioni per la Sardegna

L'esecutivo ritira il provvedimento a causa dell'ostruzionismo delle opposizioni. Rassicurazioni dal Ministro Boschi. Pili: schiaffo ai sardi

Stop al Salva Roma: saltano 90 milioni per la Sardegna
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27 Febbraio 2014 - 06.04


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Salta il decreto “Salva Roma”. L’esecutivo ritira il dl a causa dell’ostruzionismo delle opposizioni e saltano le misure previste per il ristoro dei danni provocati dalla tragica alluvione che ha colpito la Sardegna lo scorso 18 novembre. La somma è di circa 90 milioni per l’anno in corso che avrebbero dovuto garantire un finanziamento assistito per chi ha subito danni nei comuni colpiti.

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Durante la conferenza dei capigruppo, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha dichiarato l’intenzione da parte del Governo di approvare entro i termini previsti il decreto alla luce di numerose disposizioni di primaria importanza. Al suo interno infatti, ci sono anche i fondi per la ricostruzione post terremoto in Emilia, le previsioni per il Comune di Roma e il finanziamento a Expo 2015 di Milano.

Polemico il deputato di Unidos, Mauro Pili: “I danni dell’alluvione? Potete pagarveli facendo debiti con le banche. Il nuovo schiaffo del Governo Letta- Renzi alla Sardegna è scritto nel decreto Salva Roma che prevede che lo Stato paghi una parte degli interessi del debito che i cittadini colpiti dall’alluvione dovranno pagarsi in toto. Uno Stato strozzino che impone ai cittadini sardi drammaticamente colpiti dall’alluvione di indebitarsi per pagare tasse e danni. Una decisione vergognosa che segna l’ennesima beffa ai danni dei territori colpiti dall’alluvione del 18 novembre scorso. Un governo che continua ad essere latitante e che non stanzia nemmeno un euro vero per risarcire i danni e provvedere alla ricostruzione. Aver inserito nel decreto salva Roma tale vergognosa decisione è un’offesa alle popolazioni sarde e conferma l’imbroglio dei vari ministri venuti in Sardegna a promettere copiosi denari e poi ingannare i cittadini colpiti dalla grave calamità naturale dello scorso novembre con la decisione di fargli pagare il danno indebitandosi”.

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Per il deputato, “È vergognoso che si tenti di ripianare i debito del comune di Roma e dall’altra si costringano i cittadini sardi colpiti dall’alluvione a pagare tasse e danni con la contrazione di nuovi debiti. E’ l’atteggiamento di uno Stato coloniale che tratta la Sardegna come estrema periferia da maltrattare e umiliare. Questa nuova azione tesa a sfuggire dalle proprie responsabilità e scaricarle tutte sui cittadini costituisce l’ennesima dimostrazione di come lo Stato e questi governi vogliano rapportarsi con la Sardegna”.

Satta (Upc): ripristinare i fondi – “Dopo il ritiro del Salva Roma siano subito ripristinati i fondi per le zone alluvionate della Sardegna. Confidiamo nel fatto che Renzi dia la massima priorità a tale questione”. Lo afferma Antonio Satta, segretario dell’Unione Popolare Cristiana (Upc). “Abbiamo bisogno che quegli interventi previsti nel Salva Roma siano operativi subito, perchè ci sono famiglie e imprese che ancora fanno fatica a rialzarsi dopo i danni subiti dall’alluvione – aggiunge Satta – un governo efficiente è anche quello che agisce con celerità quando una parte del Paese, in questo caso la Sardegna, è colpita da una calamità naturale”.

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