“La lotta alla pirateria marina è una lotta che l’Italia sta conducendo da anni ma è una lotta che appunto ha tante sfaccettature, e riguardo i nostri due marò prigionieri in India da due anni, non sta ricevendo il sufficiente appoggio da parte di Nato, Ue, Onu. Sono d’accordo con chi parla dell’esigenza di atteggiamenti più
riflessivi e pacati, ma diplomazia non vuole dire mancanza di
fermezza. La fermezza in questo caso non deve mancare nell’opzione e
nella posizione dell’Italia anche rivedendo tutto il complesso delle
missioni internazionali”. Luis Alberto Orellana, senatore 5 Stelle
della Commissione Esteri che ultimamente ha visitato Latorre e Girone, non usa mezzi termini e auspica, appunto, una svolta nelle decisioni
italiane nell’ambito della partecipazione alle missioni
internazionali, “sotto varie egide in tutto il mondo”.
“L’Italia – ha ribadito Orellana – non può restare ferma, ma deve chiedere l’aiuto
degli altri Paesi dell’Unione europea (alcuni dei quali sono già
membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu) e degli Stati
Uniti, che sono forse il membro più importante di tutti, e dei Paesi
che supportano la Nato. Quanto a quest’ultima, non ho sentito parole
di condanna di questa situazione da parte di Rasmussen, anzi c’è
stato un silenzio surreale”.
Il lavoro di internazionalizzazione, che pure a livello parlamentare “noi possiamo promuovere con i nostri pari nei Parlamenti nazionali europei nonché a livello di Parlamento europeo, non può mancare di posizioni chiare e nette da parte della Nato, che ancora non si è espressa, e di un cambiamento totale di atteggiamento da parte di Ban Ki-moon, che in altre occasioni
riguardo altri paesi e altri contesti si è espresso in modo
nettamente diverso. Noi – ha concluso Orellana – vogliamo garanzie da
questo governo e non mi interessa se sia debole, forte o in
fibrillazione. L’Italia è a fianco ai nostri due fucilieri e non può
rimanere vittima di un Europa debole o di un Governo debole”.
