«Ogni capo dello Stato ha diritto ad avere contatti riservati». Così il presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha commentato la pubblicazione di alcuni passaggi del libro di Alan Friedman sull’estate del 2011 e i contatti tra il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e Mario Monti.
Alla domanda se quando si trovava al Quirinale avesse anche lui sondato la disponibilità di Monti a guidare un governo, Ciampi ha risposto: «Sinceramente non lo ricordo e non mi risulta». Poi ha spiegato: «Per quanto mi riguarda quel che fa fede sono i miei diari, dove sono fedelmente riportate le annotazioni dei miei contatti quotidiani. Essi, come si sa, sono depositati all’ Archivio storico del Quirinale. Dovrei consultarli per dare una risposta». Comunque, ha sottolineato Ciampi, «anche se lo avessi fatto non sarebbe stato certo un delitto. Non ci sarebbe stato nulla di anomalo o di irregolare».
Quanto alla richiesta di impeachment nei confronti dell’attuale capo dello Stato, Ciampi ha evidenziato: «Mi sembra un procedimento completamente fuori luogo». Guardando all’Europa e alle prossime elezioni per il Parlamento Ue, Ciampi riconosce il «rischio» di un’avanzata dei movimenti anti-europei ed euro-scettici. E poi ha avvertito: «Bisogna stare in guardia ed essere europeisti più vigili. Mancano pochi mesi alle elezioni per l’Europarlamento ed è ancora assente, soprattutto in Italia, un dibattito sulle prospettive dell’integrazione europea». Inoltre, hab fatto notare che «per l’Italia ma anche e soprattutto per l’Europa è venuto il momento di voltare pagina. Direi in estrema sintesi: prius crescita».
