Foibe, Grasso: non possiamo dimenticare e cancellare questi orrori

Il presidente del Senato avverte: il ricordo è un dovere come uomo e come cittadino; è un monito per tutti noi perchè tali orrori non si ripetano mai più.

Pietro Grasso, presidente del Senato
Pietro Grasso, presidente del Senato
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10 Febbraio 2014 - 12.22


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«Con intensa e profonda commozione sono oggi qui, insieme a voi, per ricordare una delle pagine più tristi che il nostro Paese, il nostro popolo ha vissuto: la tragedia della guerra, delle foibe, dell’esodo». Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso nell’esordio del suo intervento in aula a palazzo Madama in occasione della celebrazione del Giorno del Ricordo. Grasso ha ricordato che «dieci anni fa il Parlamento italiano ha consacrato la data di oggi, anniversario della firma del Trattato di pace tra l’Italia e le Potenze Alleate nel 1947, quale Giorno del Ricordo. Da allora questa giornata è dedicata alla memoria di migliaia di italiani dell’Istria, del Quarnaro e della Dalmazia che, al termine del secondo conflitto mondiale, subirono indicibili violenze trovando, in molti, una morte atroce nelle foibe del Carso. Quanti riuscirono a sfuggire allo sterminio furono costretti all’esilio».

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«L’occupazione jugoslava – ha affermato Grasso – che a Trieste durò quarantacinque giorni, fu causa non solo del fenomeno delle foibe ma anche delle deportazioni nei campi di concentramento jugoslavi di popolazioni inermi. In Istria, a Fiume e in Dalmazia, la repressione Jugoslava costrinse molte persone ad abbandonare le loro case. La popolazione italiana che apparteneva a quella regione fu quasi cancellata e di quell’orrore, per troppo tempo, non si è mantenuto il doveroso ricordo. Non possiamo dimenticare e cancellare nulla; non le sofferenze inflitte alle minoranze negli anni del fascismo e della guerra, nè quelle inflitte a migliaia e migliaia di italiani».

«Questa Cerimonia – ha aggiunto – si pone in assoluta continuità con le precedenti, celebrate al Quirinale dal Presidente Napolitano, che ha fatto di questo giorno non una commemorazione rituale ma un momento fondamentale di espressione dell’identità e dell’unità nazionale». «Il ricordo è per me un dovere come Presidente del Senato, ma prima di tutto come uomo, come cittadino; è un monito per tutti noi perchè siamo tenuti ad impedire che l’ignoranza e l’indifferenza abbiano la prevalenza e perchè tali orrori non si ripetano mai più e restino un ammonimento perenne contro ogni persecuzione e offesa alla dignità umana. È un dovere nei confronti dei sopravvissuti, dei familiari delle vittime», ha chiosato.

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