«È certo che i nostri due marò non sono terroristi nè lo è lo stato italiano che loro lì rappresentavano». A ribadirlo è il ministro degli Esteri Emma Bonino, tornando sul caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, alla vigilia dell’udienza alla Corte Suprema a Nuova Delhi, nel corso di un’intervista al Tg1. «Certo che se si confermassero queste indiscrezioni – ha affermato la ministro, alludendo alla possibilità che Latorre e Girone vengano processati per terrorismo – ci verremmo a trovare in una situazione assolutamente inaccettabile perché, ripeto, è certo che i nostri due marò non sono terroristi».
Sui passi da compiere, Bonino afferma che «tutte le carte possono essere sul tavolo, a partire dalla forte alleanza internazionale, europea e non solo, che abbiamo costruito con grandissimo lavoro in questi mesi e che non era affatto scontata. Credo che questo sforzo e questo sostegno lo vorremmo utilizzare a fondo», ha spiegato.
Quanto al fatto che l’India non richiederebbe la pena di morte, la ministro sottolinea che questo «non basta»: «questo deve essere scontato e dato per scontato ma non basta perchè ripeto lo stato italiano non può accettare di essere preso per uno stato terrorista e i suoi rappresentanti per dei terroristi». Su eventuali assi nella manica da giocare, Emma Bonino ha risposto: «Parecchi. Li valuteremo con calma, gradualità e grande determinazione».
Emma Bonino ha poi messo in guardia dal rischio insito nella politicizzazione di questi casi: «Politicizzare i casi è una tentazione che hanno in molti», ha dichiarato rispondendo ad una domanda. «È vero che l’India è in campagna elettorale, ma il punto è il diritto, lo stato di diritto e la legge».
