Dopo le proteste dei giorni scorsi e dopo aver incassato la fiducia alla Camera, il governo di Enrico Letta fa marcia indietro. Il ministro del Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini ha informato questo pomeriggio i presidenti di Senato e Camera della decisione del Governo di rinunciare alla conversione del decreto Enti Locali in scadenza il 30 dicembre.
Il decreto proroghe che verrà approvato dal consiglio dei ministri del 27 dicembre regolerà le sole situazioni indifferibili, a cominciare dalle norme sulla base delle quali il Comune di Roma ha approvato il proprio bilancio.
Nello stesso decreto proroghe sarà contenuta la correzione, annunciata in Parlamento, alla norma relativa agli affitti di immobili da parte della pubblica amministrazione. Il Movimento 5 Stelle aveva già annunciato ostruzionismo a oltranza se il Consiglio dei ministri non avesse fatto un passo indietro.
Il provvedimento, la cui approvazione finale era prevista a Montecitorio per il 27 dicembre, è finito nel mirino anche della Lega per via dell’articolo che impediva alle “amministrazioni dello Stato, le Regioni e gli enti locali, nonché gli organi costituzionali” di disdire contratti di affitto anche se particolarmente onerosi per i bilanci.
A contestare i contenuti del “salva Roma”, un calderone con provvedimenti di ogni genere, sono stati però anche Forza Italia e settori dello stesso Pd. Il decreto contiene altri provvedimenti al centro di forti polemiche. “Non c’era francamente bisogno che, oltre alle tante norme del tutto estranee al testo iniziale del decreto 126/2013, venisse inserita anche una sanatoria indifferenziata per case in legno, cabine, bungalow, roulotte o altri manufatti non previsti dalle concessioni e realizzati in aree demaniali senza nessuna valutazione nel merito e a fronte di una aumento del canone francamente irrisorio”, aveva detto il presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera Ermete Realacci.
