Napolitano: è l'ora di indulto e amnistia

Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio alle Camere sulla questione carceraria: è una questione di civiltà e dignità per l'Italia. Dellai, messaggio severo e ineludibile.

Napolitano: è l'ora di indulto e amnistia
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8 Ottobre 2013 - 16.02


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“La prima misura su cui intendo richiamare l’attenzione è l’indulto che non incide sul reato e può applicasi ad un ambito esteso”, si legge nel testo di 12 pagine che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alle Camere sulla questione carceraria. Il messaggio, controfirmato dal presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, è stato recapitato al presidente del Senato, Pietro Grasso, e alla presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini.

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Giorgio Napolitano cita i dati ufficiali sulla popolazione carceraria nel suo messaggio alle Camere sottolineando che nel 2011 c’erano 64.758 detenuti con una capienza che invece arrivava solo a 47.615 posti.

Il Capo dello Stato precisa che dall’indulto sono esclusi “alcune fattispecie di reato per evitare pericolose ricadute, accompagnando l’indulto con misure amministrative volte all’effettivo reinserimento dei carcerati”.

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Nel suo messaggio alle Camere sul sovraffollamento delle carceri, il presidente della Repubblica ha indicato “diverse strade da percorrere congiuntamente”, dai domiciliari alla depenalizzazione di alcuni reati. Giorgio Napolitano ha però subito tenuto a sottolineare che si tratta di un pacchetto “insufficiente rispetto all’obbiettivo di ottemperare tempestivamente” alle sentenza della corte di Strasburgo perché “inciderebbero pro futuro e non consentirebbero di raggiungere in tempi brevi il traguardo indicato dalla corte Europea”.

Primo, ha elencato il capo dello Stato, “il meccanismo di probation, vale a dire in assenza di pericolosità sociale la possibilità per il giudice di applicare la messa alla prova come pena principale”. Secondo, “la previsione di pene limitative della libertà personale ma non carcerarie”, ha spiegato, “con la reclusione presso il domicilio”.

Tre, “la restrizione dell’area applicativa della custodia cautelare in carcere”, ha proseguito. Quattro, “l’accrescimento dello sforzo a far sì che i detenuti stranieri possano espiare la pena nei loro paesi d’origine”. Quinto, intervenire sulla recidiva come ostativa “per le misure alternative” Infine, “una incisiva depenalizzazione dei reati per i quali la previsione di una sanzione diversa da quella penale può avere un’efficacia di prevenzione non minore”, ha aggiunto.

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E poi ha detto: “I cittadini stranieri” potrebbero “espiare la loro pena nel paese d’origine”. Per la realizzazione di riforme strutturali della giustizia “potrebbe essere di stimolo il capitolo V della relazione finale del gruppo di lavoro da me istituito (i saggi, ndr)”.


Alla Camera, solo M5s non applaude Napolitano
– Solo i deputati di Cinque Stelle non hanno applaudito al termine della lettura, da parte della presidente Laura Boldrini, il messaggio alle Camere sull’emergenza carceri. I deputati di tutti gli altri gruppi, invece, hanno battuto le mani. Mentre Boldrini legge il messaggio del Presidente, “l’improbabile presenza dell’onorevole Santanché in Aula – ha notato il deputato grillino Francesco D’Uva – e la sua espressione soddisfatta, fa capire abbastanza bene di cosa stiamo parlando e a me viene voglia di sbattermi la testa al muro”.

Giulia Grillo si è dichiarata “sconvolta” dal messaggio, Azzurra Cancellieri sotto “shock”. Per Alessio Tacconi, oggi “Napolitano chiude il cerchio”. “Non solo amnistia ma anche indulto per salvare Berlusconi”, ha accusato Dieni. Mentre Paolo Bernini chiede: “Non ricordo, chi è stato recentemente condannato?”. Manlio Di Stefano ci è andato giù duro. “Napolitano – ha scritto su Fb – interviene a gamba tesa sulla vita del Parlamento. Chi avra’ da salvare? Siamo alle barzellette. Questo governo e questo Presidente della Repubblica non agiscono mai sulle cause, sempre sulle conseguenze e sempre in malafede”.

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Anche il profilo Twitter ufficiale del gruppo M5s di Montecitorio polemizza con un cinguettio: “Messaggio del Presidente della Repubblica controfirmato dal presidente del Consiglio. Senza precedenti”.

Dellai, messaggio severo e ineludibile – “Messaggio severo e ineludibile: in gioco non ci sono solamente i possibili effetti della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ci sono sopratutto i principi di civilta’ giuridica e di umanità e l’efficacia stessa della politica giudiziaria del Paese. Il Parlamento deve agire di conseguenza con assoluta sollecitudine, esaminando con attenzione tutte le opzioni indicate dal Capo dello Stato”. Lo ha dichiarato in una nota il capogruppo di Scelta Civica alla Camera, Lorenzo Dellai.

Pisicchio: il Parlamento non può più far finta di niente – “Napolitano ha posto in modo costituzionalmente ineccepibile la questione drammatica delle carceri italiane, argomentando efficacemente intorno all’articolo 27 e ai forti rilievi posti dalla Corte di Strasburgo. Ma non si è limitato a fare il catalogo delle gravissime disfunzioni: ha anche indicato le vie per uscirne. Adesso il Parlamento non può più far finta di niente”, ha commentato il presidente del gruppo Misto alla Camera e cicepresidente di Centro Democratico Pino Pisicchio.

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Letta: messaggio ineccepibile, il governo farà di tutto – Il presidente del Consiglio Letta ha trovato “ineccepibile” il messaggio alle Camere del capo dello Stato. Per il premier, Napolitano centra una delle vere emergenze del nostro Paese. “Se è vero che il grado di civiltà di una nazione si misura dal livello delle proprie prigioni, – dice Letta – l’attuale situazione mortifica la dignità dei detenuti e, con loro, dell’Italia intera. Le parole di Napolitano, che interpretano al meglio il dettato e lo spirito della Costituzione, indicano la strada per riscattarci. Per quanto di sua competenza, nel pieno rispetto delle prerogative del Parlamento come richiamate dallo stesso presidente della Repubblica, il governo continuerà a fare di tutto per recepire indicazioni e sollecitazioni giunte dal capo dello Stato”.

Cancellieri: ampia condivisione su carceri – “C’è ampia condivisione del messaggio del Presidente Napolitano che ha toccato temi molto, molto seri che hanno bisogno di una risposta”. Così il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, dopo la lettura del messaggio del capo dello Stato alle Camere. “Stiamo lavorando a una vera riforma carceraria, questo alleggerimento è quello che manca”. “Abbiamo pronti 10 mila nuovi posti” con l’edilizia carceraria, ha spiegato Cancellieri a margine di un convegno della Fondazione Uman di Giovanna Melandri, e “stiamo facendo un discorso proprio sul mutamento del tipo di carcere, ma questi interventi richiedono tempo”.

Parlando poi degli accordi per far scontare il carcere nei paesi di origine, Cancellieri ha detto che il governo ci sta lavorando “ma non è facile”, ha però aggiunto che si sta muovendo anche su questo fronte.

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Anm: amnistia scelta emergenziale, prima le riforme – Il ricorso all’amnistia e all’indulto, sostengono i vertici dell’Associazione nazionale magistrati, il presidente Rodolfo Sabelli e il segretario Maurizio Carbone, è “una scelta politica e di tipo emergenziale a fronte di una situazione insostenibile. Non diciamo no all’amnistia, ma servono anche riforme strutturali”.

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