Kyenge: mi attaccano perché sono una donna nera e laureata

Il ministro per l'Integrazione fa un bilancio dei suoi 100 giorni di governo e degli episodi di razzismo che ha subito: dobbiamo cambiare questa mentalità.

Kyenge: mi attaccano perché sono una donna nera e laureata
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29 Agosto 2013 - 21.58


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“Da oltre cento giorni subisco attacchi perché colpevole di essere nera, colpevole di essere donna, colpevole di essere laureata e colpevole di rompere il sistema degli stereotipi”. Lo ha detto il ministro per l’Integrazione, Cécyle Kyenge, parlando delle contestazioni di cui è vittima all’apertura di Festa Pesaro, la kermesse del Pd dedicata in chiave nazionale ai temi della comunicazione.

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La ministra si è detta convinta, però, che “tantissime persone si ritrovano in quello che io sono e rappresento”. “Quindi – ha aggiunto – dico che siamo tutti colpevoli e tutti insieme possiamo cambiare questa mentalità ed essere artefici del cambiamento”.

Rispondendo a una domanda sulle scuse ricevute dal leghista Roberto Calderoli, il ministro ha detto: “Non è assolutamente nei miei pensieri”. “Mi ha regalato dei fiori – ha aggiunto -, che ho portato alla Madonna del Buon consiglio: penso che quello sia il posto giusto per i suoi fiori”.

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La Kyenge è tornata a parlare anche dell’impegno sul tema della lotta al razzismo da parte di Mario Balotelli: “Credo che tutte le persone vadano giudicate indipendentemente dal colore della propria pelle – ha spiegato – e questo vale anche per lui”.

“Non dimentico il contributo che sta dando nella lotta contro il razzismo – ha poi aggiunto – e, come lui, campioni come El Shaarawi e Ogbonna”. “Non siamo tutti uguali – ha concluso il ministro Kyenge -, ma ognuno nel suo ambito deve fare il massimo per portare avanti questi temi”.

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