Pd-M5s: l'alleanza piace agli elettori

Gli ultimi sondaggi rilevano che alcune aree dei democratici e dei grillini potrebbero correre insieme per le prossime elezioni. Se il Pdl spinge è inevitabile che accada.

Pd-M5s: l'alleanza piace agli elettori
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4 Agosto 2013 - 16.47


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Buona parte della base dell’elettorato Pd e del M5s sarebbe favorevole a un accordo tra il Partito Democratico e i pentastellati. Lo dicono “i numeri” dei sondaggi condotti nei giorni scorsi su questa ipotesi, che “si farà più pressante” se il Pdl continuerà nella sua posizione post-sentenza della Cassazione, secondo Maurizio Pessato dell’Istituto Swg.

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Un’alleanza, “percepita come di sinistra che scatenerebbe – secondo Renato Mannheimer – un’opposizione violenta non solo dal Centrodestra ma anche dal Centro”.

Secondo Roberto Baldassari, vicepresidente Istituto Piepoli, Pd e M5s invece funzionerebbero elettoralmente meglio in una corsa solitaria, salvo fare successive alleanze. “Fra i 5 stelle – ha avvertito – ci sono molti fuoriusciti del Pdl, che non accetterebbero l’accordo e, anzi, tornerebbero all’ovile, facendo così beneficiare il partito di Berlusconi”.

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“Dai sondaggi fatti un paio di settimane fa – ha detto Pessato – sono sicuramente emerse due aree sia tra gli elettori Pd che del M5s che pensano ad un possibile accordo. Erano minoritarie ma c’erano, aree non piccole ma non di maggioranza. Certo – ha commentato – che se il Pdl continua a spingere, è chiaro che si farà più pressante la possibilità di arrivare a forme di accordo tra Pd e M5s, ma questo dipende tutto da come si svilupperanno le cose da oggi pomeriggio in poi”.

“Nessuno conosce il futuro – ha premesso Renato Mannheimer – quindi è tutto molto difficile da pronosticare, ma più della metà dell’elettorato di Grillo, interpellato qualche tempo fa, voleva l’accordo con il Pd così come una buona parte dell’elettorato del Pd, ma anche alcuni leader, vedrebbe bene un accordo con M5s. Certo – osserva – bisogna vedere poi un governo del genere cosa riuscirebbe a fare con un’opposizione probabilmente scatenata e molto violenta, perché verrebbe percepito come un governo di sinistra, e anche la parte di Centro del Paese la vedrebbe male. Nell’elettorato comunque – ha ammesso – è un’ipotesi che piace. Ovviamente i due partiti dovrebbero trovare dei punti programmatici in comune”.

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