Anticorruzione, 13 anni dopo l'Europa

Segnale da parte della ministro Severino. Le norme anticorruzione europee, dimenticate da Berlusconi, sono state ratificate. Ma serve la legge [Ennio Remondino] <br><br>

Anticorruzione, 13 anni dopo l'Europa
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3 Ottobre 2012 - 09.56


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di Ennio Remondino

I titoli sono impegnativi: Legge 28 giugno 2012, n. 110 recante “Ratifica ed esecuzione della Convenzione penale sulla corruzione, fatta a Strasburgo il 27 gennaio 1999”. E, a seguire: Legge 28 giugno 2012, n. 112 recente “Ratifica ed esecuzione della Convenzione civile sulla corruzione, fatta a Strasburgo il 4 novembre 1999”. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato e il Presidente della Repubblica promulga. Promulga cosa? Una legge europea che dovrebbe diventare automaticamente legge anche in Italia ma che così non è? Siamo non siamo la Patria del diritto e dei “dritti”? D’altronde è solo un “consiglio” del Consiglio d’Europa. Per giunta datato. 13 anni di riflessione da parte italiana su cosa? Andiamo a spulciare per capire tanto ritardo.

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Civil Law Convention on Corruption. Lunga premessa con alcune considerazioni chiare e inoppugnabili: «La corruzione rappresenta una minaccia per la preminenza del diritto, la democrazia ed i diritti dell’uomo, l’equità e la giustizia sociale, ostacola lo sviluppo economico e mette a repentaglio il funzionamento corretto e leale delle economie di mercato». L’Italia del pre e del post Tangentopoli ne sa qualche cosa. Ma vediamo nel dettaglio di cosa stiamo parlando. «Per corruzione s’intende il fatto di sollecitare, offrire, dare o accettare, direttamente o indirettamente, una provvigione illecita o altro indebito vantaggio, ovvero promettere tale indebito vantaggio, in modo tale da pregiudicare il normale esercizio di una funzione […]». Nulla di nuovo per noi.

Solo legge di indirizzo. La curiosità giuridica nasce poco prima delle firme d’obbligo. «Entrata in vigore. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addì 28 giugno 2012. Firmato, Napolitano; Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri. Visto, il Guardasigilli: Severino». Ma è legge o non è una legge? Su che stanno a litigare i senatori del Pdl attorno alla norma salva Ruby ? Questa è una legge “di indirizzo”, quindi il Parlamento nazionale può cambiare strada e indirizzo.

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Ma di che si tratta? Faticosamente dobbiamo arrvare all’articolo 18. «Le persone giuridiche possano essere ritenute responsabili dei reati di corruzione attiva, di malversazione e di riciclaggio di capitali […] quando siano commessi per loro conto da un individuo sia in quanto singolo, sia come componente di un organo che ha potere di rappresentanza oppure autorità a prendere decisioni, oppure autorità ad esercitare controlli […] come pure della partecipazione di tale individuo in qualità di complice o istigatore alla perpetrazione dei reati sopra menzionati». Per farla breve, senza dover essere eurodeputati o giuristi, basta aver letto le cronache italiane di queste ultimi anni e la casistica studiata Strasburgo l’avevamo già decisa a casa nostra da un bel pezzo.

Sanzioni e contrasto. Qui l’Europa vagheggia, giustamente. Ogni Stato decide le sue quantità di galera con cui punire i corrotti. Comunque sono suggerite chiaramente «Sanzioni privative di libertà» e poi, i soldi. Recuperare il maltolto è l’ovvio. Poi, una sorta di polizia specializzata, collaborazione internazionale, pentiti e protezione dei collaboratori di giustizia e dei testimoni, e senza segreto bancario che tenga. Quasi tecniche da lotta alla mafia e alla criminalità organizzata. E forse non è un caso. Il resto degli articoli, fissano principi ed impegni, soprattutto di collaborazione reciproca. Perché la corruzione è un cancro che minaccia l’intera società al pari della grande criminalità organizzata. Insomma, il Consiglio d’Europa, incerto nel suo essere, ha almeno idee chiare.

Perché soltanto oggi? Perché questa semi clandestina approvazione di legge di indirizzo da parte dei vertici dello Stato? Un caso? Una illusione? Più probabilmente un segnale ”Istituzionale” alle parti politiche che stanno litigando a Senato sulla legge anticorruzione che l’altra Europa s’è data già da 13 anni. Del resto le distrazioni italiane rispetto ai vincoli europei (obblighi veri dall’Ue) sono molte, troppe. Prossima puntata del racconto. L’Italia fuorilegge in Europa e il suo drammatico spread di regole e democrazia. 20 accordi europei dimenticati dai ministri Castelli, Mastella e Alfano. Forse perché, come disse l’allora ministro Bossi, “Non consegneremo mai un padano ai giudici pedofili di Bruxelles”. Memoria dell’Italia dell’altro ieri che molto vorrebbero dimenticare.

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