Principio dell’autogiurisdizione degli organi costituzionali; con questa formula la Giunta per il Regolamento della Camera ha bocciato la proposta della presidenza di affidare i controlli della previsione di bilancio dei gruppi parlamentari. Già l’ufficio della presidenza della Camera nella primavera scorsa aveva deciso di modificare il Regolamento di Montecitorio, allo scopo di garantire una maggiore trasparenza nell’uso dei fondi da parte dei gruppi parlamentari.
E il 31 luglio scorso, quando i membri della Giunta si erano riuniti avevano approvato in linea di massima il provvedimento. Ma poi lo stop e la proposta di ridisegnare il Regolamento in base al principio che i partiti possono autoregolarsi, senza la necessità di far intervenire orgnani esterni. Saranno Antonio Leone del Pdl e Gianclaudio Bressa del Pd a redigere una nuova bozza del testo, che verrà presentata domani. E il documento prevede che ciascun gruppo approva uno statuto, che “indica l’organo competente ad approvare il rendiconto e l’organo responsabile per la gestione amministrativa e contabile del Gruppo”.
E nel testo viene anche specificato che i “contributi” della Camera “sono destinato dai Gruppi esclusivamente agli scopi istituzionali riferiti all’attività parlamentare e alle funzioni di studio, editoria e comunicazione ad essa ricollegabili, nonché al fine di garantire il funzionamento degli organi e delle strutture dei Gruppi”. Ovvero quello che già succede, o dovrebbe. E cioè che i soldi non vengano usati per scopi privati ed estranei alle attività parlamentari.
Il controllo sull’effettivo uso dei soldi per le sole finalità istituzionali sarà fatto dal collegio dei Questori, ovvero i tre deputati di maggioranza e opposizione a capo dell’Amministrazione di Montecitorio. Mentre la proposta di Fini diceva che per garantire trasparenza e correttezza sarebbe stato necessario avvalersi di un controllo esterno: “ciascun Gruppo si avvale di una società di revisione legale, che verifica nel corso dell’esercizio la regolare tenuta della contabilità e la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili”.
