“L’Italia è solida, sia dal punto di vista politico che economico”. Questo il concetto su cui Berlusconi insiste oggi alla Camera, nella sua informativa sulla crisi economica e finanziaria.
Un discorso slittatto dalle 15 alle 17,30. A borsa chiusa, dunque, per evitare il giudizio immediato dei mercati. Nel caso i titoli a Piazza Affari fossero crollati dopo il suo intervento, sarebbe stato infatti chiarissimo quanto fosse critica la posizione del presidente del Consiglio.
Il premier sottolinea il giudizio positivo dell’Europa sul nostro paese, ultimo quello di Barroso. Ricorda che le banche italiane hanno superato brillantemente gli stess test, e parla della manovra come un grande successo: “Una manovra di quasi 80 miliardi di euro in pochi giorni, dando prova di una grande coesione nazionale come richiesto dal presidente della Repubblica”.
Insomma, il governo non ha fatto alcun errore e la crisi non è colpa delle scelte politiche, ma della crisi internazionale. Quindi nessun passo indietro: il goveno resta in carica fino al 2013.
“Dall’Europa apprezzamento per l’Italia”
“L’Europa ha approvato la manovra economica dell’Italia”: dice Berlusconi. Tutti gli osservatori internazionali hanno giudicato adeguata e in modo positivo la manovra, anche in relazione alla tempistica. L’Ue ha mostrato fiducia e apprezzamento”.
L’intervento a Borsa chiusa, la Lega: “Scelta saggia”
non parlerà a borse aperte, richiando un’immediata bocciatura dai mercati. E’ infatti slittato l’intervento del presidente del Consiglio alla Camera, previsto alle 15 e invece spostato alle 17,30. Circa due ore dopo, alle 18,30, sarà la volta del Senato.
Il premier (assente dalla scena politica da giorni), riferirà sulla crisi economica e finanziaria, cercando di tranquillizzare i mercati e arrestare la speculazione che non si ferma. Ma non ha avuto il coraggio di rischiare un giudizio immediato da Piazza Affari.
Soddisfatta della scelta la Lega, che nei giorni scorsi aveva espresso timori per l’intervento del premier. Per il Carroccio la scelta di far slittare i discorsi del presidente è “una cosa saggia” e “assolutamente opportuna” perché “con i mercati aperti ci possono essere turbamenti”.
“La Lega non si divide”: ha poi assicurato Marco Reguzzoni, capogruppo leghista alla Camera. Il riferimento, scontato, è a chi ieri diceva che i “maroniani”, gli uomini vicini al ministro dell’Interno Maroni, non sarebbero stati presenti in Aula.
Bersani: “Serve una novità politica”
“Serve una novità politica”: incalza il segretario del Pd Bersani. “L’Italia è fortemente impaurita, c’è un distacco crescente tra Paese e politica e la situazione è ormai sfilacciata”.
Già ieri Bersani aveva chiesto al premier di smettere di raccontare favole. “Se devo metterci una piccola speranza – diceva – è che almeno stavolta ci sia un’analisi veritiera e che non si racconti la solita favola”.
Più duro, Bersani aveva parlato ieri con “La Repubblica”. Il leader del Pd si augurava che il presidente del Consiglio seguisse l’esempio di Zapatero, andando al Quirinale e rimettere il mandato nelle mani di Napolitano.
Giovedì l’incontro con le parti sociali
Giovedì mattina i rappresentanti dell’esecutivo vedranno poi le parti sociali. Alla fine il governo ha ceduto alle pressioni dei sindacati, delle banche e a quelle delle imprese (Emma Marcegaglia lo ha detto chiaramente, al ministro Sacconi: “O viene Silvio Berlusconi, o non veniamo noi”).
L’incontro è fissato per giovedì pomeriggio. Ma senza i leader dell’opposizione, che incontreranno le associazioni giovedì pomeriggio, separatamente.
In vista del vertice, a quanto a si è appreso, il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha già avuto colloqui telefonici con la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, con i segretari generali di Cgil e Cisl Susanna Camusso e Raffaele Bonanni, e con il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari
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