Dopo Bossi vince anche Scilipoti

I Responsabili invadono il governo sono insaziabili. Berlusconi prigioniero della sua debolezza. Per l'opposizione la cambiale è stata saldata. Malumore degli esclusi

Dopo Bossi vince anche Scilipoti
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5 Maggio 2011 - 16.55


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Silvio Berlusconi si è sempre vantato che nelle sue aziende non ha mai licenziato nessuno, anzi il lavoro svolto è stato sempre retribuito. Una volta tanto gli si può credere visto che nel governo il gruppo dei Responsabili ha ottenuto oggi il suo ”giusto” riconoscimento. Nove sottosegretari sono stati infatti nominati su diretta proposta del presidente del Consiglio. I nomi erano già noti da ieri e si tratta di Roberto Rosso che va all’Agricoltura, Luca Bellotti al Welfare, Daniela Melchiorre e Catia Polidori allo Sviluppo Economico, Bruno Cesario e Antonio Gentile all’Economia, Aurelio Misiti alle Infrastrutture, Riccardo Villari ai Beni Culturali, Giampiero Catone all’Ambiente.

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Un posto c’è anche per Massimo Calearo, un navigatore dei gruppi parlamentari eletto con il Pd, passato all’Api dei Rutelli e ora trionfalmente nei Responsabili. Per lui l’incarico di consigliere personale del presidente del Consiglio per il Commercio estero.

Il rimpasto dell’esecutivo è dunque fatto ma non manca chi non nasconde la sua delusione. Come Francesco Pionati, e i Cristiano popolari. In questo caso Mario Baccini e Giuseppe Galati non le mandano a dire: «Prendiamo atto che gli impegni assunti da Berlusconi, non sono stati mantenuti».

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Insomma l’ingratitudine alberga anche nel munifico Silvio. Il premier sembra comunque sereno e anticipa le domande che nascono spontanee: «Ci saranno tante ironie – dice durante la conferenza stampa dopo le nomine – ma non mi sembrano fondate perché i sottosegretari fanno parte della terza gamba, del gruppo formato alla Camera in sostituzione del Fli, che ha liberato posti nel governo ed era logico assegnarli al gruppo che ha sostituito Fli e consente al governo di operare in Parlamento con una maggioranza coesa e sicura».

Ma qualche dubbio sull’ultima affermazione c’è. Non è escluso che i Responsabili, magari preda dell’euforia, arrivino a chiedere sempre di più. «Se si vuole fare funzionare il governo nei prossimi due anni servono almeno altri dieci sottosegretari, il prima possibile» dice il deputato Mario Pepe. «Il nostro gruppo – spiega – è costituito da tanti piccoli movimenti, si pensi solo che ci sono cinque segretari nazionali di cinque partitini. Si capisce quindi come è stato difficile fare una sintesi e indicare dei nomi per la carica di sottosegretario. Ma se si vuole fare funzionare il governo nei rimanenti due anni servono altri sottosegretari: servono almeno altri dieci sottosegretari per la funzionalità delle commissioni».

Di questo passo si dovranno creare di sana pianta incarichi di governo. Magari dopo aver parlato di costi della politica, elefantiasi dell’apparato parlamentare, riforma delle Camere. L’opposizione non può far altro che guardare e commentare aspramente. «Spettacolo indecoroso», «governo si regge soltanto su cambiali pagate o da pagare» sono i giudizi meno cattivi. Dal Pd a Fli si sottolinea come l’infosrnata di sottosegretari sia « uno schiaffo in faccia ai cittadini che lavorano e investono, ai ragazzi senza prospettiva, a chi fa della dignità e del merito il proprio stile di vita».

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