Flotilla, la procura di Roma indaga: ipotesi sequestro di persona dopo il blitz israeliano

La procura di Roma apre un fascicolo per sequestro di persona sul caso della Global Sumud Flotilla, intercettata dalla marina militare israeliana nella notte del 29 aprile.

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4 Maggio 2026 - 16.05


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La procura di Roma apre un fascicolo per sequestro di persona sul caso della Global Sumud Flotilla, intercettata dalla marina militare israeliana nella notte del 29 aprile. Un’indagine contro ignoti che prende forma dopo una serie di esposti presentati da associazioni e movimenti, mentre cresce la tensione attorno all’operazione e al trattamento riservato agli attivisti.

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Al centro dell’inchiesta, anche la vicenda di Thiago de Avila e Saif Abukeshek, attualmente detenuti in Israele. I due si trovavano a bordo di imbarcazioni italiane al momento dell’abbordaggio, elemento che rafforza il profilo giuridico del caso sotto esame dei magistrati italiani.

L’indagine si inserisce in un filone già aperto dai pm di piazzale Clodio, che da mesi lavorano su presunti abusi legati alla missione. Come riferito dai legali degli attivisti, l’attenzione degli inquirenti riguarda “gli attacchi dei droni, gli arresti illegittimi, i maltrattamenti e gli abusi subiti dagli attivisti della Global Sumud Flotilla”. Tra le posizioni al vaglio c’è anche quella di Antonio La Piccirella, indicato come parte lesa e autore di accuse pesanti nei confronti delle autorità israeliane, ritenute responsabili di una “completa violazione dei diritti umani”.

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Secondo le testimonianze raccolte, una volta condotti nel porto di Ashdod, i membri della flottiglia sarebbero stati sottoposti a trattamenti coercitivi. I “militari, armati, hanno identificato gli attivisti, poi li hanno privati di tutti gli effetti personali, dopodiché li hanno perquisiti imprimendo gratuita violenza fisica”. E ancora: “hanno ammanettato gli attivisti dietro la schiena con delle fascette di plastica molto strette e li hanno obbligato gli stessi a stare piegati, faccia a terra”.

Il procedimento avviato a Roma si muove ora su un terreno delicato, sospeso tra diritto internazionale, tensioni geopolitiche e la tutela dei diritti fondamentali. Un caso che rischia di aprire un nuovo fronte giudiziario e politico nei rapporti tra Italia e Israele.

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