Il 4 settembre 2025, alla Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia, è stata inaugurata la mostra Transavanguardia poetica di Mimmo Germanà. L’esposizione, curata da Fabrizio Guerrini, durerà fino al 26 ottobre 2025. Mimmo
La carriera di Germanà è stata breve (l’artista è morto a soli 48 anni), ma intensa, caratterizzata da partecipazioni a importanti mostre nazionali e internazionali.
La mostra comprende una ventina di opere ad olio su tela e alcune carte, realizzate negli anni Ottanta e Novanta.
L’artista catanese, definito dal critico d’arte Salvatore Grasso come lo “Chagall italiano”, è riuscito a lasciare nel suo pur breve percorso un’impronta importante nel mondo dell’arte e varie sue opere sono oggi conservate in musei europei e americani. Dopo la sua scomparsa gli sono state dedicate diverse mostre postume, di cui quella alla Galleria Bonioni Arte è la più recente.
Mimmo Germanà: cenni biografici
Mimmo Germanà nasce a Catania il 2 luglio 1944. Inizia la sua carriera artistica da autodidatta. Terminati gli studi classici in Sicilia, partirà per Roma dove frequenterà l’Istituto d’Arte e l’Accademia. Nel 1968 incontra Sandro Chia e Francesco Clemente, con i quali sperimenta nuove forme espressive. È influenzato dagli Espressionisti tedeschi, dai Fauves francesi e da maestri come Munch, Gauguin, Van Gogh, Matisse, De Kooning e Chagall e, negli anni Settanta, crea una forma pittorica del tutto personale.
In questi anni approfondisce l’astratto minimale, la figura e la composizione di più tele, mentre negli Ottanta avvia un percorso che Francesco Gallo ha descritto testualmente come “una fantasia abbagliante, colorata, rapida, di gialli, rossi, blu, una sorta di Espressionismo Mediterraneo, che coniuga il primitivismo delle forme con la carica dionisiaca dei colori intensi e delle materie forti, per comporre scene di sentore mitico”.
Nel 1980 partecipa alla Biennale di Venezia nella sezione Aperto ’80, invitato da Achille Bonito Oliva e Harald Szeemann, entrando così ufficialmente nel movimento della Transavanguardia. La sua carriera si sviluppa tra Italia ed estero. Nel 1987 gli viene assegnato il Premio Gallarate. Muore a Busto Arsizio nel 1992, a soli 48 anni, lasciando un corpus di opere oggi tutelate dall’Archivio Mimmo Germanà.
Mimmo Germanà: tra Transavanguardia, naïf ed espressionismo pop
Mimmo Germanà è stato a lungo relegato in un limbo tra Transavanguardia, naïf ed espressionismo pop, ma da tempo è al centro di un rinnovato interesse critico. Come accennato, la sua partecipazione all’evento “Aperto ’80” della Biennale di Venezia ne sancì ufficialmente l’appartenenza alla corrente transavanguardista.
Fabrizio Guerrini, curatore della mostra di Reggio Emilia, sottolinea come la sua pittura esprima un ritmo e un’armonia originali, costruiti sul contrappunto tra “pennellate dense”, “colori cupi” e “materie forti”. L’arte di Germanà incanta con una tavolozza fauve, intensa e ipnotica, che dà vita a visioni di figure femminili sospese in correnti oniriche, cieli infuocati, venti dai colori vivaci e una natura incontrollata e libera.
Un confronto con gli affreschi rinascimentali e i dipinti barocchi di Mattia Bortoloni al Casinò di Venezia
Il Casinò di Venezia, situato nel palazzo Ca’ Vendramin Calergi, custodisce alcune operedi Mattia Bortoloni, che incarnano la ricchezza figurativa e la monumentalità tipica del barocco: equilibrio prospettico, chiaroscuro raffinato e iconografia allegorica. Queste opere, intrise di classicità e perfezione tecnica, sembrano lontane dal linguaggio libero e onirico di Germanà, ma il confronto — tra la disciplina stilistica del passato e il trasporto poetico della Transavanguardia — può offrire una riflessione vivace sul tempo, la memoria e l’evoluzione dell’immagine artistica.
Il contrasto è indubbiamente forte: da una parte la codifica severa del Rinascimento e la teatralità barocca, con le loro regole prospettiche e narrative; dall’altra, la dimensione emozionale e libera della pittura di Germanà, dove la soggettività supera l’autorità della forma. Questo dialogo tra antico e moderno sottolinea come l’arte sia sempre tensione tra memoria e innovazione, tra rigore e fantasia.
È curioso notare come il Casinò di Venezia, fondata nel lontano 1638, sia luogo affascinante per il dialogo tra arte antica e modernità; questo antico, raffinato ed elegante casinò terrestre, infatti, mette a disposizione una piattaforma che consente di accedere alle slot online, versione online dei dispositivi fisici presenti nei casinò terrestri.
La Galleria Bonioni Arte
La Galleria Bonioni Arte, sede della mostra temporanea di Mimmo Germanà, si trova a Reggio Emilia in Corso Garibaldi 43.
