Ragazzina stuprata, il commento disumano del prete su Fb: 'non provo pietà, se l'è cercata'

Il sacerdote: "Se nuoti nella vasca dei piranha non puoi lamentarti se quando esci ti manca un arto". Poi in serata, dopo la presa di distanza della Curia, il ripensamento. Tardivo

Don Lorenzo Guidotti durante una celebrazione
Don Lorenzo Guidotti durante una celebrazione
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9 Novembre 2017 - 14.24


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“Mi spiace ma… Se nuoti nella vasca dei piranha non puoi lamentarti se quando esci ti manca un arto… cioè… A me sembra di sognare!! Ma dovrei provare pietà? No!! Quella la tengo per chi è veramente VITTIMA di una città amministrata di *****, non per chi vive da barbara con i barbari e poi si lamenta perché scopre di non essere oggetto di modi civili. Chi SCEGLIE la cultura dello SBALLO lasci che si ‘divertano’ anche gli altri…”. Sono le parole con cui un sacerdote di Bologna, don Lorenzo Guidotti, ha commentato sulla sua pagina Facebook (che non ha profilo pubblico ma solo per amici) la notizia di una 17enne che il 3 novembre ha denunciato di essere stata violentata in un vagone della stazione, dopo una serata in cui si era ubriacata.
E’ il sito di Radio Città del Capo a riportare il post di Guidotti, parroco della chiesa di San Domenico Savio, pubblicando lo screenshot del messaggio, apparso la sera del 6 novembre.
Dopo la netta presa di distanza anche e soprattutto della Curia, il sacerdote grafomane ci ripensa, e scrive un altro post, questa volta moltoi più conciliante: “Io col mio intervento ho sbagliato, i termini, i modi, le correzioni. Non posso perciò che chiedere scusa a lei e ai suoi genitori se le mie parole imprudenti possono aver aggiunto dolore, come invece accadrà leggendole. Chiedo però a tutti, capaci magari di miglior linguaggio e possibilità (autorità, giornalisti, insegnanti, genitori) di aiutare a smantellare questa cultura dello sballo in cui i nostri ragazzi vivono. Altrimenti domani dovremo provare pietà per un’altra vittima e poi un’altra. Fino a quando? Fino a quando saremo in grado di dire ‘Basta!’. E’ necessario fornire un’alternativa”, continua il parroco, specificando di fare dichiarazioni “in piena libertà” “Non provo pietà? Certo che provo pietà per questa ragazza – assicura – come per tutte le altre vittime di violenza a cui assistiamo ogni giorno sfogliando i giornali. Non posso che dolermi con me stesso per i termini usati nel commentare e per le affermazioni che riesco a capire possano essere intese come un atto di accusa alla vittima. Io stesso leggendo oggi quel post ravviso questo”. “Ovviamente – aggiunge – non era questo l’obiettivo del mio attacco, il mio obiettivo non era accusare la ragazza ma la cultura dello sballo. Che vi siano in particolare zone in cui tutto pare permesso. Ci sono riuscito? No! Certo che provo pietà per questa ragazza. Già all’origine ho più volte corretto il lungo post perché non volevo sembrasse quello che invece appare. Nel farlo pensavo: ‘questa ragazzina potrebbe essere una delle mie ragazze della Parrocchia, non sai chi sia’. Pensavo al suo dramma e a quello della sua famiglia!”. 
Ora se don Guidotti ha corretto il post, come scrive nella seconda riflessione affidata ai social, non osiamo pensare cosa sia sgorgato dalla sua tastiera nella immediata stesura…. Ma rileggersi prima di postare? Pensare al ruolo che si ricopre dentro una comunità? 
Solo Calderoli gli esprime solidarietà. E se fossimo Don Guidotti ci rifletteremmo su….

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