“La semplificazione delle procedure non può significare soppressione delle garanzie”. Il primo presidente della Cassazione, Giovanni Canzio, critica senza giri di parole la bozza di decreto del governo che elimina l’appello per i ricorsi contro il diniego dello status di rifugiato. E si rivolge direttamente a uno dei “padri” del provvedimento, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, invitandolo a una “riflessione” soprattutto sul “deficit dal punto di vista delle garanzie” che si viene a determinare per i migranti. Non va bene “immaginare che la partita si svolga tutta nel primo grado di giudizio, e senza che venga garantito un contraddittorio pieno, e poi improvvisamente sfoci tutto davanti alla Cassazione”. Il problema non è quello di intasare la Suprema Corte, ma va ben’oltre: “proprio nei confronti dei più deboli, va riconosciuto il contraddittorio e la possibilità di impugnare seriamente le decisioni ritenute ingiuste”.
Migranti, la semplificazione delle procedure sopprime le garanzie
Il primo presidente della Cassazione, Giovanni Canzio, critica la bozza di decreto del governo che elimina l'appello per i ricorsi contro il diniego dello status di rifugiato.

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14 Febbraio 2017 - 19.11
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