Il vescovo tira dritto e non si spaventa delle critiche e delle pressioni: “Se le forze dell’ordine vogliono entrare per comunicare, per capire, nessun problema: posso accompagnare i poliziotti io stesso. Ma senza un mandato dell’autorità giudiziaria, no: nessuno entra per deportare questi ragazzi”.
E’ coraggioso il vescovo di Ventimiglia, Antonio Suetto dopo aver annunciato che ospiterà in seminario i migranti, “tutti quelli che possiamo”.
“Che bravo, don Francesco”, il parrocco di San Nicola, che sta ospitando i primi 70, “ora tocca a noi, a tutta la diocesi. Ci vorrà ancora qualche giorno, ma siamo pronti: oltre al seminario Pio XII di Bordighera metteremo a disposizione la chiesa di Sant’Antonio, vicino al cimitero di Ventimiglia, e le opere parrocchiali di Camporosso: ci sono un grande terreno recintato e una cucina a disposizione”.
“Lo faccio – ha detto il vescovo – perché non posso immaginare che, dopo tutte le sofferenze, possano essere imbarcati su di un aereo-cargo delle Poste Italiane: come un pacco, appunto. Perché se li rimandano in centri di smistamento o identificazione, magari in Turchia, è come finire in un campo di concentramento”.
Il vescovo ha ricordato le parole di papa Francesco che “ha detto: una famiglia ospite di ogni parrocchia. Se sarà così, se ognuno farà la sua parte, sarà tutto più facile. Io mi auguro che la nostra accoglienza sia di esempio a tutti: alle altre diocesi, alle autorità”.
E conclude con un appello all’Occidente: “Dovrebbe un po’ riflettere sulle sue responsabilità in questa tragedia umanitaria: non si possono voltare le spalle. Noi non lo faremo”.
Il vescovo: non faremo deportare i ragazzi che ospitiamo in chiesa
Il prelato: l'occidente rifletta sulle sue responsabilità

Preroll AMP
globalist Modifica articolo
31 Maggio 2016 - 09.33
ATF AMP